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Ma quanto ci… CASTAno in Basilicata!

Chi intasca i VITALIZI

  • assegni mensili Totali
    ex Deputati e Senatori: € 122.161,00 / mese
    ex Consiglieri Regionali: € 235.884,00 / mese

Consiglio Regionale della Basilicata

  • alcune delle SPESE
  • retribuzione dei Dirigenti

Regione Basilicata

  • retribuzione dei Dirigenti

Società partecipate dalla Regione Basilicata

  • retribuzione degli Amministratori

 >>> clikkando sopra sui titoli (in rosso) potrete leggere/scaricare  i dati con la prima parte del DOSSIER <<< 

Ce lo dicono gli economisti, l’Unione Europea, milioni di cittadini lo hanno urlato in piazza: la Casta deve rassegnarsi a tagliare lo spreco e i privilegi della politica. Abbiamo un drammatico bisogno di unificare tutti gli italiani di buon senso intorno a pochi obiettivi chiari. Solo così possiamo sperare che i tagli allo spreco diventino azioni effettive, di un governo Regionale e di un Parlamento, allo sbando. E se vogliamo avere qualche speranza di successo dobbiamo anche avere l’astuzia di proporre obiettivi minimalisti sui quali realmente trovare ampi consensi anche tra gli imprenditori veri (quelli che producono, non quelli che speculano anche grazie alla incapacità di troppi funzionari pubblici).

In tutta la discussione sui tagli e nei programmi dei partiti di sinistra, si parla molto di recuperare denaro dalla lotta all’evasione fiscale, alle mafie, ai costi della Casta e alla corruzione, molto poco di efficienza amministrativa. Io credo sia un errore e quelli del PD non mi rispondano che il 7° punto della loro contromanovra è proprio sull’efficienza dell’amministrazione pubblica! Non è così. Si parla di: tagliare i costi della politica, eliminare le province e di creare un calmiere sui prezzi degli acquisti delle amministrazioni pubbliche, non di efficienza. E il fatto che non ci si capisca sulle parole evidenzia quanto sia grande questo problema. La parola efficienza non va giù alla sinistra perché è stata da sempre usata per far passare licenziamenti, delocalizzazioni, attacchi ai diritti dei lavoratori.

Ma esiste un altro modo di intendere l’efficienza: come mai gli operai Volkswagen sono pagati il doppio e rendono più del doppio degli operai Fiat? Questo concetto pare difficile da capire anche ai sindacalisti, nazionali e lucani! La battaglia tra Marchionne e la Cgil ha tenuto fuori dagli argomenti di scontro la questione dell’efficienza. Anche l’ottimo lavoro di controllo sulle spese dello Stato della Corte dei Conti, troppo spesso è vanificato da a una serie di codicilli infami che impediscono a questo organismo di fare fino in fondo il proprio dovere: controllare la congruità della spesa pubblica.

E allora? Se vogliamo coltivare un barlume di speranza dobbiamo concepire un intervento che tagli subito lo spreco in molte direzioni e l’unica azione, veloce e redditizia per le casse statali, è mettere mano alle normative procedurali applicate a tutti i settori della pubblica amministrazione. In Germania o in Francia la burocrazia richiede tempi che sono un decimo di quelli italiani, riducendo così i costi, per i cittadini e per lo Stato.
In altre nazioni, lo stato ti dice in 30 giorni se puoi fare una cosa o no e se la puoi fare te la autorizza immediatamente. In Italia puoi aspettare una risposta per anni: quanti giovani imprenditori sono deceduti prima di dar vita alla loro impresa? Quanti lavoratori non morirebbero sul lavoro se esistessero leggi efficienti capaci di essere deterrente per le aziende furbastre? Quanti brevetti di proprietà delle università non arrivano sul mercato per questioni “tecnico-burocratiche”? Potrei continuare a lungo. Ma la somma dei danni dell’inefficienza del Sistema Italia diventa ancor più gigantesca se ci si mette a calcolare il costo della demotivazione collettiva, della sfiducia… Quanti dipendenti pubblici potrebbero produrre molto di più e molto meglio se gli si concedesse la possibilità di lavorare in modo creativo e sensato? Quante idee verrebbero realizzate, quante energie si sprigionerebbero nel nostro bel paese, se la gente riacquistasse fiducia nella collettività?

In questo nostro primo numero “dossier” sui costi della CASTA lucana, parlano… le cifre. Sono solo alcune ma dicono già tanto a noi poverissimi lucani (solo per il reddito. Il più basso in Italia dopo quello dei pugliesi). Sul prossimo numero invece parleremo… noi!

Nel frattempo, spulciando le tante carte, ritrovo una bella proposta del 2009 – lanciata da alcuni parlamentari del Pd (anche lucani) – di devolvere il 25% del loro stipendio in azioni di solidarietà sociale. Faccio 2 calcoli e dico: però! Se tutti i parlamentari aderissero alla proposta si raccoglierebbero quasi 6 milioni di euro al mese!!! Non sarebbe una cifra spaventosa ma si tratterebbe di un grande segnale di solidarietà per i tanti, sempre di più, che stentano ad arrivare a fine mese. Del resto, i gesti contano anche psicologicamente.
Ma poi l’han fatto? No, non l’hanno fatto! Perché? Non lo so!
Grazie a Tano Grasso, intervenuto qualche giorno fa a Policoro per la Festa del PD, per avergli ricordato: “Ci vogliono codici deontologici ed etici che ridiano credibilità alla politica”.