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Se il maltempo non accenna a diminuire, per la politica è già momento di bilanci. Sono stati giorni difficili per la Basilicata e lo spostamento di nomine in Giunta Regionale ha, secondo alcuni, contribuito a creare confusione dove già prima non c’era rigore svizzero.
Franco Mattia (Pd) vede negativa la situazione generale: “Con il nuovo maglione della Protezione Civile, con tono rassicurante e aria disinvolta, Mancusi non ha gestito l’emergenza. Hanno funzionato il Piano antineve attuato a Potenza dal Comune e dall’Acta, così come positiva è la situazione a Matera, ma a livello regionale le cose non hanno funzionato. Tale situazione ci sollecita a richiedere un ripensamento del sistema di Protezione civile allo scopo, prima di alzare le mani e invocare l’arrivo dell’Esercito, non al fine di individuare una singola responsabilità quanto piuttosto le motivazioni e le cause delle disfunzioni registrate.”
Ancora più duro il senatore Egidio Digilio (Fli),che ha chiesto a Gianpaolo Di Paola, Ministro della Difesa “di predisporre l’ invio urgente di militari in Basilicata e al capo del Dipartimento Protezione civile, Franco Gabrielli, di inviare un commissario per l’attività di coordinamento della sala operativa della Protezione Civile della Regione Basilicata. Non vorremmo che fosse lo stesso monitoraggio effettuato a più riprese nel lago del Pertusillo per accertare le cause della moria dei pesci o per la situazione ambientale del Vulture-Alto Bradano nella vicenda Fenice. La macchina regionale della Protezione civile è inadeguata,mentre i sindaci e leProvince sono lasciate da sole a fare quello che possono al punto che più di qualche sindaco minaccia di dimettersi. Persino i volontari del Gruppo Lucano lamentano un atteggiamento ostile e il presidente della Provincia di Matera, come alcuni sindaci delle due Province, hanno chiesto lo stato di calamità, e scavalcando la Regione si sono rivolti direttamente alla Protezione civile nazionale.”
E immediata è arrivata la piccata risposta di Agatino Mancusi: “l’eccezionale situazione meteorologica che si sta verificando è inevitabilmente fonte di disagio, ma l’impegno di istituzioni e volontari, al momento, sta scongiurando il verificarsi di situazioni drammatiche quali quelle che, purtroppo, si stanno verificando in altre realtà. L’unica cosa di cui al momento non si ravvisa la necessità è la polemica politica. Il direttore della Protezione civile regionale sta operando con il Centro coordinamento soccorsi attivato dalla Prefettura di Potenza, mentre contemporaneamente resta attivo il centro di coordinamento della Protezione civile regionale. L’esercito è già stato allertato, come pure le associazioni di volontariato a cui si possono rivolgere i sindaci, che sono la massima autorità in campo in questi momenti. Per il resto anche la popolazione sta facendo la sua parte con comportamenti responsabili e senso del dovere. Le nostre energie restano concentrate sulla risoluzione dei problemi.”
Ulteriore fonte di riflessioni è il non voler chiedere, da parte della Basilicata, lo stato di emergenza (vedi:La Basilicata ha deciso di non chiedere lo stato di emergenza) ,posizione che confermerà oggi a Roma il presidente della Regione,Vito De Filippo, chiamato a partecipare alla Conferenza dei presidenti, convocata urgentemente proprio per affrontare l’emergenza neve, e appena prima di un incontro con il governo per capire quali saranno le prossime linee da seguire.
Nicola Benedetto (Idv), a tal proposito propone di seguire “almeno l’esempio del presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, che ha chiesto un intervento del Governo perchè venga accordato lo slittamento di un mese per le comunicazioni e i relativi pagamenti presso l’Agenzia delle Entrate, l’Inps e l’Inail da parte delle imprese della sua regione. Se poi non si vuole fare ricorso allo stato di crisi, si può seguire l’esempio del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha scritto a enti locali, prefetture, Enel, società aeroportuali, ferroviarie, autostradali per seguire i
bollettini meteo del centro funzionale e a garantire la massima attenzione alla tempestiva attivazione di ogni utile misura di prevenzione nonché delle opportune forme di allertamento del sistema di protezione civile. Almeno, in questo modo, si dovrebbe garantire, attivando un tavolo di crisi, perché non basta aprire un “canale” con il Dipartimento Protezione Civile, un coordinamento tra i Piani neve di Comuni e Province che da noi non c’è stato.”
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