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Ieri sera, a conclusione della sua assemblea regionale, con una decisione assunta all’unanimità, SEL “conferma il giudizio politico negativo già espresso dal coordinatore regionale e dal consigliere regionale sulla conclusione della verifica alla Regione.” Si ritiene “libera nella propria azione politica e istituzionale da qualsiasi vincolo di maggioranza alla Regione. Lo sbocco offerto alla verifica vanifica il lavoro, che per mesi la coalizione hafatto, per un rilancio del centrosinistra e della sua coesione, puntando a un’analisi vera della qualità della crisi e delle proposte da porre in campo. È stato anche prodotto uno sforzo programmatico che poteva costituire la base di un ampio confronto con la società di Basilicata. Questo lavoro viene vanificato dalla mancanza di coesione politica del centrosinistra, perchè al centro di questo tentativo rimane la stabilizzazione e l’equilibrio della maggioranza che non può più vedere l’esclusione della sinistra dal governo regionale.” Sel spiega di “non aver mai posto questa questione per occupare postazioni”, e “come l’azione del governo regionale fosse orientata ad un vecchio modo di intendere le relazione tra politica, economia e società; il punto di vista della sinistra serve a rafforzare le scelte in direzione del lavoro, dei diritti, della difesa dei più deboli, di un più avanzato approccio alle tematiche ambientali ed energetiche. Il Pd lucano ha scelto invece la via del rafforzamento dei suoi rapporti con il centro, con tutto il terzo polo, e la soluzione di equilibri interni. Una mancanza di responsabilità nei confronti dell’intero centrosinistra. La Basilicata diventa il terreno su cui tutto il Pd lucano sperimenta la scelta di una formale relazione con il terzo polo, sotterrando il centrosinistra. Sinistra Ecologia e Libertà “non può accettare questa deriva moderata, convinta dell’urgenza di un’alternativa in Italia, soprattutto dopo la deludente esperienza del Governo Monti, che solo un rinnovato e largo centrosinistra può costruire. La conclusione della verifica con la sostituzione di due assessori Pd è un segno della crisi e della debolezza politica di quel partito, e una intera coalizione non può subirne le conseguenze. La continua esclusione della sinistra dal Governo regionale non è un incidente di percorso, ma una scelta politica del Pd e del presidente De Filippo. In discussione non è il centrosinistra lucano,ma la scelta alla Regione di chiudersi dentro vecchi accordi che non hanno prodotto efficacia di governo e peggiorano il rapporto tra il massimo Ente di governo regionale e la realtà lucana, sempre più ferma sotto i colpi della crisi internazionale e della stasi politica e burocratica della Regione. Il partito rimane comunque sensibile “al confronto sui programmi e sulle azioni concrete da porre in essere per rispondere alle tante esigenze del mondo del lavoro, dei giovani, dei settori più deboli della società. Confronto che rimarrà aperto con tutte le forze del centrosinistra, a partire da quelle che a livello nazionale, insieme con Sel, hanno espresso un giudizio negativo sul Governo Monti e sulla possibilità di un accordo organico con il Terzo Polo.”
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