I mezzi del Gruppo Editoriale Lucano
(21-04-2011) - Basilicata, POTENZA città -

Funghi dal caffè: un progetto “Nidi” dall’ateneo lucano

L'idea di un tecnologo alimentare e una laureanda in tecnologie alimentari

Non saranno sicuramente velenosi, ma forse renderanno nervosi. Come il prodotto dai cui scarti nasceranno: il progetto a cui stanno lavorando Daniele Gioia, tecnologo alimentare, e Annarita Marchionna, laureanda in tecnologie alimentari, entrambi dell’Università degli Studi della Basilicata, è proprio quello di produrre funghi da fondi di caffè e da scarti di lavorazioni della tostatura.L’opportunità per testare l’idea è arrivata grazie al Bando Nidi (Nuove Idee di Impresa Innovative) lanciato dalla Camera di Commercio di Potenza nell’ambito del Tavolo per l’Innovazione che coinvolge l’Università della Basilicata, la Provincia di Potenza e numerose associazioni di categoria. Lo ha fatto sapere ieri l’ufficio stampa della Regione Basilicata.

Commenti

  1. Daniele scrive:

    Sono per caso ricapitato sull’articolo dell’ottimo giornale lucano e prendo la palla al balzo per precisare alcune cose:

    - il primo punto è che non sono mai stato un ricercatore universitario, ma all’epoca dei fatti un semplice studente dell’ateneo lucano.
    - per Flavio: leggo con attenzione quello che hai riportato e sono tutte notizie molto interessanti e approfondite. Volevo ringraziarti per i complimenti e farti a mia volta i complimenti per il didascalico commento.
    Notizie che nel seguito del nostro lavoro abbiamo appreso, anche se spesso non in modo così particolareggiato.
    Per il cartellino giallo, volevo puntualizzare solo che nessuno di noi ha mai affermato di “aver inventato” i funghi dal caffè (quella è opera della natura), mai ci è passato per la testa di attribuirci l’idea e sappiamo che altri hanno lavorato, nel tempo, a questa iniziativa.
    Al massimo, dopo un pò di tempo e tanta ostinazione, posso dirti che abbiamo avuto il piccolo merito di aver fatto una piccola opera di adeguamento, testato, reso applicabile nel piccolo e, se mi permetti, legato ai territori l’idea con la sperimentazione(andata a buon fine) della produzione di “cardoncello” molto apprezzato nel contesto meridionale.
    Notizie particolari e specifiche, oltre che dirette, le troverete a breve sul nostro sito internet che sta per vedere la luce.

    Per gli altri non posto la mail diretta su questa pagina, potete far riferimento al mio profilo facebook o in alternativa il profilo linkedin.

    1. Armando scrive:

      collaboro con una ditta che produce come scarto circa 600 ton all’anno di fondi di caffè.
      sarei interessato a trovare un utilizzo per questo prodotto.
      mi può contattare?
      saluti.

  2. Luca scrive:

    sono interessatissimo a iniziare una produzione ma ho bisogno di poter contattare il Dott. Gioia.
    è possibile parlare con il Dott. Gioia?
    Grazie a presto

    1. GiornaleLucano [Redazione] scrive:

      Ci spiace, ma non siamo in possesso degli estremi del signore in oggetto.

  3. flavio scrive:

    Sono felice di vedere che finalmente delle iniziative di questo tipo fioriscono anche da noi.
    Una precisazione è però doverosa: si tratta di un’idea non solo già nota, ma addirittura applicata. da vari anni. Già nel 2009, più di 100 aziende hanno applicato questo modello economico nella regione di produzione di caffè El Huila, in Colombia. La Prof.sa Ivanka Milenkovic (Univ. Belgrado) ha scientificamente documentato quest’innovazione e dimostrato la pertinenza del modello economico, dai rifiuti agro-industriali ai funghi e ai mangimi.
    Si devono anche citare: Chido Govero, una giovane orfanella che da oltre 10 anni ha applicato questo metodo nello Zimbabwe; Helen Russell e la sua società “Equator Coffee & Teas”, in California, che ha creato una miscela speciale in onore di Chido; Alex Valez et Nikhil Arora che hanno creato una start-up su questo concetto; i vari imprenditori che hanno già applicato il concetto ad Amsterdam, Berlino, Madrid e Parigi (per esempio, Cédric Péchard a Parigi, che conosco personalmente e che ha fatto un partenariato con la Kraft: vedi video su YouTube).

    Tutti i dettagli sono stati resi pubblici da Gunter Pauli, che ha creato il concetto di Blue Economy: vedi libro omonimo edito da Edizioni Ambiente, o il sito http://www.theblueeconomy.org

    In conclusione: bravi per la messa in opera, cartellino giallo per l’attribuzione dell’idea.

  4. andrea scrive:

    Io vorrei avviare una coltivazione di funghi dai fondi del caffe’ sono di Livorno i Toscana vorrei avere un contatto con lei

  5. Redazione scrive:

    @Maurizio
    Gentile lettore,
    questo è un sito d’informazione e il dottor Gioia lavora invece all’Università degli Studi della Basilicata, che non ha rapporti con il giornale.
    Se intende contattarlo, le consigliamo di rivolgersi direttamente all’ateneo lucano.
    Comunque, grazie del commento e la invitiamo – se il suo progetto dovesse avere successo – a contattarci.

  6. Daniele Gioia scrive:

    Gentile redazione,
    i funghi sono ottimi. Il processo produttivo utilizza il fondo di caffè, ovvero il residuo del caffè dopo l’estrazione a caldo della caffeina nei bar. Se “il forse renderenno nervosi” era basato su questo sillogismo, volevo solo puntualizzare questo aspetto all’ottimo Giornalelucano.
    La notizia, inoltre, non è stata divulgata dalla Regione Basilicata, bensì dall’ufficio stampa della Camera di Commercio di Basilicata in virtù della partecipazione al bando N.I.D.I. (nuove idee di impresa innovative).

    Cordiali saluti
    Daniele Gioia

    1. Maurizio scrive:

      Egr. Dott. Gioia

      Ho letto con interesse il suo studio e vorrei provare ad avviare una coltivazione di funghi shiitaki con i fondi di caffè.
      Posso, per favore, avere un contatto con lei? Le mie intenzioni sono serissime
      mi scriva