Il centro storico di Potenza sarà chiuso alle auto. Sui tempi ancora non c’è certezza, ma ormai è scontato che prima o poi il borgo antico, nonostante le proteste di una parte di commercianti, dirà stop alle auto. Come raggiungere il «cuore» del capoluogo? L’attenzione è rivolta al servizio di trasporto pubblico urbano. L’amministrazione comunale ipotizza un sistema di bus circolari e con servizio notturno. Oltre, naturalmente, alle scale mobili. Tutto il sistema di bus in città secondo quanto annunciato dal sindaco Vito Santarsiero avrà tre importanti punti di riferimento: il polo ospedaliero e l’Università; il polo regionale; la fermata sulla Fondovalle, in via dell’Unicef a servizio delle scale mobili. Ma tutto questo meccanismo potrà funzionare solo con una frequenza ottimale dei pullman. E questo, però, ha un problema in termini di costi. Partendo dalla considerazione che il trasporto pubblico a Potenza è ormai vecchio, non tarato su una città che è cambiata, facciamo qualche conto in tasca: sono 12 i milioni di euro a base di gara per l’affidamento del servizio. Il Comune dovrebbe averne a disposizione soltanto 9 e, quindi, ne mancano 3 per garantire un servizio ottimale, altrimenti ci sarebbero frequenze tali da non soddisfare l’utenza. Nove milioni, insomma, non sono sufficienti per far fronte al trasporto pubblico di una città metropolitana. In attesa di individuare nuovi canali di finanziamento, l’amministrazione spera di poter inaugurare al più presto la scala mobile «Basento» che collega la stazione Potenza centrale e il «Mobility Center», il Centro direzionale della mobilità. I lavori sono in fase avanzata e le Rfi (Rete ferroviaria italiana) hanno già cominciato i lavori del sottopasso che collega la stazione centrale a viale del Basento. Lo sguardo, per dirla alla Santarsiero, va verso la «città in movimento, un capoluogo che si apre al territorio». Progetti in cantiere, altri in via di progettazione: dai parcheggi in viale dell’Unicef, dove si continua a lavorare perché diventeranno il terminal dei collegamenti extraurbani con i comuni dell’hinterland, ad altri due nuovi collegamenti meccanizzati verso il centro storico dall’ex-Fornace Ierace e dalla stazione Fal di piazza Crispi. Progetti e intenzioni proiettate al futuro. Ma oggi, con l’attuale condizione del servizio di trasporto pubblico e degli impianti meccanizzati, chiudere il centro storico potrebbe tradursi in un disagio. Per l’intera città.
Pietro
8 settembre 2010 alle 15:08
Un’iniziativa odiosa e odiata non solo dai commercianti ma anche dalla gente comune. Spero destinata a fallire presto per tornare come prima.
Potenza ha già la sua zona chiusa al traffico che è Via Pretoria, per le esigenze e la conformazione della città è sufficiente e il di più serve solo a creare disagio.