Sono «nemici» invisibili. Invisibili come i fili che collegano il computer alla rete. Attenti ai «pirati informatici» che si insinuano sul vostro pc, grazie ai collegamenti wi-fi, per carpire informazioni private e «rubarvi» l’identità. Incursioni che possono tradursi in veri e propri reati per cui rischia di rispondere l’utente «ufficiale» di internet. Che, magari, si ritrova con la spesa per un acquisto via web mai fatto o con i suoi dati anagrafici su documentazioni sconosciute. È l’allarme lanciato dalla polizia postale e delle comunicazioni (Compartimento di Basilicata) che ha avviato su tutto il territorio di Potenza una serie di controlli finalizzati a contrastare il cosiddetto fenomeno del «Wardriving», vale a dire la violazione degli accessi privati con wi-fi aperti. Le operazioni di monitoraggio riguarderanno innanzitutto i siti istituzionali. La tecnica «Wardriving», solitamente, viene realizzata da truffatori ed hacker che, mediante l’utilizzo di computer portatili, carpiscono i dati necessari delle reti wireless in uso. La polizia postale invita gli utilizzatori di reti wi-fi ad adottare dei piccoli accorgimenti per impedire che gente senza scrupoli possa inserirsi non solo per utilizzare la rete a titolo gratuito, «ma spiega sempre la polizia postale per commettere reati informatici: frode informatica, sostituzione di persona, acquisizione di codici di accesso, delle cui eventuali responsabilità penali potrebbe rispondere l’ignaro legittimo intestatario della rete wireless. Ma ecco qualche suggerimento per proteggersi dai «pirati»: cambiare la password del router impostata dal produttore; sostituire il nome della rete (ssid); spegnere il sistema wi-fi in caso di non utilizzo; abilitare l’accesso alla propria rete solo al pc in uso inserendo nella fase di configurazione il relativo mac adress; criptare i dati mediante utilizzo di una cifratura wep o wpa.
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