“Mani pulite” è solo un ricordo; Tangentopoli vegeta, prospera, si rinnova e si organizza in CRICCA; il Paese si sfascia e s’impoverisce.
24.07.2010. “La nostra democrazia ha gli anticorpi necessari per battere la corruzione”, ha dichiarato il Presidente Napolitano di fronte all’ennesimo scandalo che vede coinvolti i vertici dello Stato.
Nel pronunciare quelle parole, non so se di fiducia o di disperazione, pensava di sicuro alle nostre Leggi, ritenendo Egli possibile raddrizzare qualsiasi “devianza” con un’applicazione più rigorosa della legge.
Ma di fronte a ciò che attualmente accade nei palazzi del potere, al vertice delle istituzioni, avrei qualche dubbio sulla possibilità di “rimettere ordine” invocando semplicemente il “rispetto della legge”. Anzi sono quasi certo che il “sistema Italia” è degenerato, fino al punto in cui siamo, proprio grazie ad alcune leggi: concepite su misura ed approvate negli ultimi 30 anni. Leggi che non agiscono da anticorpi, ma da “agenti nemici” della nostra Democrazia.
Ormai ogni giorno la cronaca giudiziaria ci informa di “appalti truccati” e di “gare pilotate”; ci parla di Corruttori e di Corrotti: di ogni genere e professione; di ogni schieramento politico; di dentro e fuori le istituzioni; da Nord a Sud del Belpaese.
Durante la prima Repubblica è nato il Comitato del Malaffare. Che nel corso della seconda è cresciuto e si è meglio organizzato. Gestisce immense risorse pubbliche; si muove con “Direttive europee” e con strutture parallele (CIPE… Protezione Civile… ecc.); si dota di nuove leggi; si rafforza e perfeziona; diventa un Sistema che ormai opera nella “legalità”. Per adesso non si riesce a fermarlo. Nella terza repubblica, poi si vedrà…
La questione morale. Risuona ancora attuale l’allarme lanciato nel 1981 da Enrico Berlinguer: “I Partiti non fanno più politica… Sono soprattutto macchine di potere e di clientela… Gestiscono interessi, i più disparati… talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti… senza perseguire il bene comune…”
Ed ancora: “La questione morale non si esaurisce scovando ed arrestando dei ladri, dei corrotti, dei concessori… della politica e dell’amministrazione… La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti… fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro…. Se si continua in questo modo, la democrazia rischia di soffocare in una palude”.
I Partiti di oggi (2010) fanno anche di peggio, ma lo fanno sempre più “nel rispetto della legge”. Nel senso che quei “metodi di governo” (cui si riferiva Berlinguer) che una volta erano arbitrari e per lo più illegali, sono sempre più consentiti, codificati e spesso imposti dalla legge. La “palude” si allarga… la democrazia sta emanando l’ultimo respiro.
Antonio Di Pietro continua ad agitare la spada degli ormai improbabili “Valori” d’Italia; – ad inveire contro i malfattori; – a redigere liste di proscrizione: di qua i buoni, di là i cattivi.
Ma quando fa il Ministro usa le stesse leggi (per appalti pubblici) che produssero la Dazione Ambientale da lui stesso scoperchiata negli anni 80-90. Anzi, magari senza accorgersi, rinnova quelle leggi e le perfeziona per lo scopo: vedi il Decreto Legislativo n. 163 del 2006.
Vi sono leggi che consentono, stimolano e impongono il Malaffare; – leggi che riducono la trasparenza, ed aumentano la discrezionalità di chi amministra; – leggi che mortificano il libero mercato, la competitività individuale e la capacità organizzativa delle imprese; – leggi che vanificano la concorrenza e promuovono la formazione dei Clan di appartenenza: A.T.I., Consorzi di imprese, Cartelli e Consorterie varie, spesso vere e proprie associazioni per delinquere; – leggi che trasformano la gara pubblica in una partita al mercante in fiera. – leggi che consentono il numero chiuso… la trattativa privata… l’appalto concorso… l’affidamento a corpo… Tutti espedienti utili per gonfiare a dismisura il costo dell’opera ed affidarla a chi pare e piace.
Leggi immorali, mistificatorie e truffaldine sugli appalti pubblici: – leggi aderenti agli interessi della CRICCA; – leggi idonee all’allegra gestione delle pubbliche risorse, ed alla spartizione della torta Italia…
Beppe Grillo si propone di cambiare le cose, facendo pulizia dei malviventi presenti in Parlamento. Ma non si rende conto che non basta; – che tale “pulizia”, qualora ci fosse, non sortirebbe alcun cambiamento; – che andrebbe fatta pulizia anche negli apparati; nel ginepraio di dirigenti statali e regionali; artefici anche loro, e forse più dei politici, del degrado attuale.
Ma, ripeto, cambiare l’intera classe dirigente non serve a niente se chi vi subentra dopo dovrà operare con le stesse leggi vigenti.
C’erano una volta la Maggioranza (che governava) e la Opposizione (che controllava). Ora esistono il Partito del Fare ed il Partito del Dire. Con la differenza che mentre il Dire ed il Fare di una volta erano separati dal mare, i Due di oggi sono uniti dal Malaffare.
In questa commedia italica – in scena sia al teatro centrale che in quelli regionali, con le stesse compagnie di centrodestra e centrosinistra ma con ruoli a volte invertiti – il gioco delle Parti è sempre garantito, grazie all’obbiettivo comune: la spartizione della torta con l’allegra gestione della spesa pubblica. 
La Giustizia, per scarsità di mezzi e processi arretrati, è assai malandata, ed anche resa impotente dalle leggi. Vi sono leggi che consentono il perpetrarsi all’infinito dell’Abuso d’ufficio, che peraltro non è più reato; – leggi che inseguono il Garantismo e sopprimono il Rigore; – leggi che forniscono impunità e strapotere a chi amministra; – leggi che permettono l’appropriazione del bene pubblico, il cui furto non è più perseguibile d’ufficio ma solo su querela di parte: da parte di Chi ne promuove la “gestione privata”.
Dopo aver subito le varie “Riforme della Giustizia”, la legge non è più uguale per tutti: vi sono leggi e procedure (modello 45) che permettono agli inquirenti di congelare le inchieste; che rendono facoltativa l’azione penale, demolendo in tal modo uno dei pilastri fondamentali della democrazia.
Quanto agli inquirenti di buona volontà, non rimane loro che lo strumento delle intercettazioni. Ma ancora per poco.
Assistiamo in questi ultimi anni alla demolizione sistematica della Costituzione da parte del centro-Destra. Ma questo avviene dopo che il centro-Sinistra, in tanti anni di governo precedente e con le tante leggi approvate, l’aveva già svuotata: la Costituzione.
“La corruzione di una Repubblica nasce dalla proliferazione delle leggi”, affermava Tacito. Leonardo Sciascia amava ripetere che l’arma più efficace per combattere e vincere la mafia, è la Legge. A quanto pare, chi ha veramente capito il concetto è la Controparte, che si è fatto le leggi su misura per imporre il suo Sistema.
Sono le leggi il vero piccone usato dall’Antistato per demolire, mattone dopo mattone, lo Stato democratico. Sono le leggi a consentire la massima discrezionalità e lo strapotere a Coloro che gestiscono la cosa pubblica, ed a trasformarla in Cosa loro.
Sono le leggi a permettere una sempre più Allegra gestione delle risorse, a fornire gli strumenti per truffe e rapine su appalti e forniture pubbliche, ed a garantirne l’impunità.
La Corruzione è nello spirito delle Leggi ancor prima che nella natura dei Governanti. Il SISTEMA si è ormai compiuto. E’ l’ANTISTATO che ha occupato e modellato Leggi ed Istituzioni, e si è fatto STATO.
Cliccando qui, una rassegna stampa, una serie di articoli in ordine cronologico a ritroso dal 2007 al 1981.
Attenzione: ho voluto inserire e chiudere la rassegna con un articolo di Erri De Luca (2007), sui rifiuti in Campania, perché richiama alla mente il prevedibile scenario dell’epilogo del fenomeno Italia.
La “palude” istituzionale che “soffoca la democrazia” – paventata da Enrico Berlinguer nella sua “Questione morale” – si è già realizzata.
Ma di questo passo – di manfrina in manfrina… di consulenza in consulenza… di emergenza in emergenza… di affare in malaffare… – alla fine, il tutto si ridurrà in una montagna di monnezza.
Ci sarà insomma un’immane catastrofe, sotto la quale “finiremo schiacciati”, così come paventava il cardinale Martini nel 1992……e i topi avranno il sopravvento: su Tutto e Tutti.
Nicola Bonelli
Gabriele Yva Claudia
22 settembre 2010 alle 15:06
Povera Lucania, insomma povera é stata sempre e onesta, ora le cose, stanno in mano a politici senza scrupoli.Io sono nata in questa bella Basilicata, quando all’estero leggo cose non legali, ne soffro. Spero che ci sia un Di Pietro di mani pulite, poiché non é mai arrivato fino a noi giu’ solo desagreabilità sono giunte, facciano qualcosa a chi siede in poltroni….politicamente
Ramon
18 agosto 2010 alle 07:40
Condivido perfettamente l’attenta analisi di Bonelli tranne sul punto che “cambiare le cose eliminando i malviventi dal parlamento” non sortirebbe alcun effetto! Io credo invece che il punto è proprio questo: “l’establishment italico attuale, risponde, secondo la mia opinione, a logiche di disonestà e di illegalità. L’intero paese appare spinto verso queste forme comportamentali. Un’intera generazione o forse piu’ sono state allevate alla mammella dell’illegalità. Bisogna eliminare i vertici ma non sostituirli, proprio eliminare l’apparato verticistico! Si può fare efficacemente politica riducendo sia il numero dei parlamentari che dei loro poteri, incentivando la “delocalizzazione decisionale” !