Falsi tecnici, falsi volontari. Veri delinquenti, veri imbroglioni in giro per la città alla ricerca di «polli da spennare». Meglio se anziani, pensionati, soli. Sono tanti e fantasiosi gli espedienti escogitati per truffare, in strada o in casa, i malcapitati. Un fenomeno in preoccupante aumento incrociando i dati di carabinieri, polizia e vigili urbani, sono state 14 le truffe (per fortuna la gran parte si è rivelata solo un tentativo non andato a buon fine) nel capoluogo lucano dall’inizio dell’anno. Un dato sicuramente sottostimato rispetto alla portata del fenomeno se teniamo conto di raggiri e imbrogli non denunciati dall’anziano che «si vergogna» o non sa a chi chiedere aiuto. Come ci si può difendere? Con semplici ma preziose regole, consigliate dalle forze dell’ordine e dalle associazioni dei consumatori. Non aprite agli sconosciuti. Non fare entrare persone che non si conoscono anche se vestono l’uniforme. Aprendo la porta, tenendo la catenella di sicurezza e verificate con una telefonata (cercate il numero sull’elenco e non usate quello fornito dallo sconosciuto) da quale azienda o ente è mandato l’incaricato e per quali motivi (prima di fare controlli, di solito gli enti mettono avvisi nel palazzo. Nel dubbio chiamate un parente o un vicino. Ricordate che nessun ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette (l’Enel lo scrive a chiare lettere nelle sue fatture). Non date ascolto a sconosciuti, anche se affidabili e ben vestiti, che offrono facili guadagni, offerte di beneficenza, prodotti miracolosi. Per nessuna ragione mostrate documenti a estranei, estraete il portafoglio o il libretto della pensione appena ritirata (nessun cassiere di banca o posta può seguirvi per strada per rilevare un errore nel conteggio del denaro). Per evitare scippi e borseggi, camminate contromano rispetto al senso di marcia e tenete la borsa verso l’interno del marciapiede. Mai mettere il portafoglio nella tasca posteriore o in borsette aperte se si hanno molti contanti, divideteli in più tasche. Per fare la spesa, tenete in tasca poche banconote, evitando di tirar fuori ogni volta il borsellino con il rischio di mostrare a tutti quanti soldi avete. In banca e all’uf ficio postale è meglio farsi accompagnare da un parente o da un amico, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni. Se si usa il bancomat, fate attenzione a non essere spiati. Da soli, se si ha il dubbio di essere seguiti per strada, entrate in un negozio e cercate un vigile o un poliziotto. Insomma, la prima regola contro truffe e raggiri è «inviolabile»: non fidarsi di chi non si conosce. E poi non tenete la borsetta sul lato della strada e il portafoglio nella tasca posteriore. Con pochi accorgimenti e un pizzico di diffidenza si potranno evitare spiacevoli sorprese come è accaduto a diversi anziani del capoluogo ma anche di altri centri della Basilicata dove in questi ultimi anni c’è stata un’«escalation» del fenomeno nonostante i continui avvisi di enti e di società a stare con gli occhi bene aperti e a non dare credito a chi si presenta in casa dicendo di rappresentare questa o quella azienda, rivendicando il pagamento di un servizio.
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