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Sette inquilini su dieci pagano il fitto in nero. Potenza è la città italiana con la percentuale di «sommerso » più alta d’Italia (il 66,9%), primato incontrastato se consideriamo che al secondo posto c’è Catanzaro con 7 punti percentuali in meno. Sono dati che emergono da uno studio realizzato dal Sole 24 Ore sulla situazione nei capoluoghi delle regioni a statuto ordinario. La percezione di un fenomeno piuttosto diffuso nel capoluogo lucano era abbastanza «tangibile» anche prima della pubblicazione di questo dossier. A Potenza per fittare un appartamento di due stanze e servizi occorrono almeno 350 euro al mese (se si è fortunati). Ma guardando i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate frutto di una statistica nata confrontando i valori dei contratti registrati viene fuori un mercato immobiliare «fantascientifico». Non si spiega altrimenti il fatto che per un appartamento di 100 metri quadrati si spende poco più di 300 euro. Ci sono anche casi di fitti a 100 euro al mese: neppure per la baracca più sgangherata viene chiesta una cifra così bassa. Inevitabile il sospetto della presenza in città di numerosi contratti di locazione in nero, in cui le vittime più «gettonate» sono gli studenti e i lavoratori fuori sede. Riuscire a mettere mano a questo sommerso significherebbe per il fisco locale recuperare non meno di 2,4 milioni di euro. Una bella cifra che andrebbe a rimpinguare le casse magre del Municipio potentino, alle prese con un debito storico milionario. Con l’adozione del nuovo sistema fiscale a livello territoriale, nell’ambito del federalismo, il Comune incasserà 890mila euro dall’imposta municipale propria (Imp) sulle compravendite, 630mila dall’Imp sulle seconde case e 1,2 milioni dalla cosiddetta «cedolare secca» sugli affitti già dichiarati. Il totale è di 2,7 milioni a cui, come dicevamo, potrebbero aggiungersi 2,4 milioni se si riuscisse nell’operazione di emersione degli affitti in nero. È un’impresa non semplice anche se lo schema di decreto legislativo varato il 4 agosto scorso, dedicato al federalismo fiscale, prevede tre commi che mettono paura ai proprietari disonesti: chi non registrerà il contratto entro il 31 dicembre 2010 subirà un abbassamento automatico del canone, ridotto al triplo della rendita catastale.
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