È stato firmato ieri, nei locali dell’Archivio di Stato di Potenza, il contratto per i lavori di restauro e recupero dell’ex biblioteca provinciale di Potenza. Il documento è stato siglato dal direttore dell’Istituto, Valeria Verrastro e da Luigi D’Auria, legale rappresentante dell’Ati Costruzioni Generali Gsvmd di Luigi D’Auria & C. Il palazzo, ormai abbandonato da tempo, diventerà la nuova sede dell’Archivio di Stato di Potenza. È l’ultimo passaggio burocratico che precede (finalmente) l’avvio dell’operazione di recupero dello storico edificio. La storia dell’ex biblioteca è condita da ritardi, immobilismo e contenziosi. A gennaio scorso una sentenza del Tar, a cui ha fatto seguito quella del Consiglio di Stato, ha posto fine alla querelle sull’aggiudicazione dei lavori che, come dicevamo, saranno eseguiti dalla ditta Ati Costruzione generali Gsvmd di D’Auria. L’azienda aveva fatto ricorso contro la graduatoria provvisoria del bando che vedeva al primo posto l’Ati Pouchain e la magistratura amministrativa le ha dato ragione riconteggiando i punteggi. Alla fine, insomma, D’Auria si è aggiudicato l’appalto per rimettere a nuovo l’ex biblioteca in cui troverà posto la sede dell’Archivio di Stato. Un ritorno al passato, visto che l’Archivio era già stato ospitato dall’edificio in cui c’erano i locali della biblioteca provinciale e, per un decennio, quelli del Provveditorato agli studi. Concluso questo tortuoso percorso giudiziario, quando cominceranno davvero i lavori di ristrutturazione del palazzo? Dal momento in cui viene siglato il contratto dovranno passare almeno due anni prima che l’ex biblioteca provinciale possa essere riaperta. Dal 2002, lo ricordiamo, l’edificio è stato ceduto dalla Provincia di Potenza al ministero per i Beni culturali in comodato d’uso (rapporto decennale rinnovabile). Lo stesso ministero è in trattativa per acquistarlo. L’opera di ristrutturazione è finanziata con fondi statali pari a circa 7 milioni di euro. Danneggiata dal terremoto del 1980, la struttura fu definitivamente chiusa nel 1990, a seguito di un altro sisma che ne ha compromesso irreparabilmente l’agibilità. Dal 2004, anno in cui è stato bandito un appalto concorso per il recupero funzionale e la riqualificazione dell’immobile, i lavori, come dicevamo, non sono mai cominciati a causa di un contenzioso fra le imprese concorrenti. Il progetto prevede la realizzazione di aree accessibili al pubblico per la consultazione dei materiali documentaristici, di sale per l’organizzazione di mostre, esposizioni e convegni, e di un punto ristoro.
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