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(24-07-2010) - CRONACHE, POTENZA città -

POTENZA – cittadini sempre più tartassati

a Potenza la media procapite tra addizionale regionale e comunale Irpef e tassa rifiuti è di 815 euro (324 euro

Lo Stato continua a tagliare i fondi e i Comuni battono cassa. Alla fine della catena ci sono i cittadini, chiamati a tirare fuori sempre più soldi. A Potenza come altrove. Dal 2009 al 2010 per i lavoratori dipendenti e per i pensionati residenti nel capoluogo lucano c’è stato un aumento medio delle tasse locali del 3,6% (28 euro in più). Sono dati che emergono da un’indagine della Uil che ha analizzato l’andamento in rapporto agli ultimi due anni delle imposte e tasse locali nelle 21 città capoluogo di regione.A Potenza la media procapite tra addizionale regionale e comunale Irpef e tassa rifiuti è di 815 euro (324 euro per l’addizionale Irpef regionale, 288 euro per l’addizionale comunale Irpef e 203 euro per la tassa rifiuti) che colloca la città in una posizione intermedia tra Napoli (1.154 euro), il capoluogo più «caro» seguito da Roma (1.075 euro) e Firenze (586 euro), quello più «economico», seguito da Aosta (596 euro). La media nei 21 Comuni capoluogo è di 805 euro. Il dato non comprende ancora l’incidenza dell’aumento della Tarsu a Potenza, calcolabile tra il 15 ed il 17 per cento. Tradotto in soldoni, questo incremento consentirà all’Acta di incamerare qualcosa come 2 milioni di euro, frutto di un maggiore esborso dei cittadini pari a circa 60, 70 euro a famiglia. Il sindaco Vito Santarsiero spiega che «la spesa corrente del Comune si è ridotta di oltre 2 milioni e mezzo di euro per effetto dei continui tagli ai nostri bilanci. A ciò aggiungiamo anche che dobbiamo fare i conti con la rata di debito storico di 12 milioni. Già oggi, per mantenere il livello dei servizi, siamo costretti a fare grossi sacrifici. È vero  precisa Santarsiero  che aumenta la Tarsu a causa dell’aumento del costo degli smaltimento dei rifiuti, ma non tocchiamo nessun altro servizio individuale e continuiamo a mantenere gratis tutti i collegamenti verticali, scale mobili e ascensori».  Ma torniamo all’indagine della Uil. Riguarda una famiglia composta da due lavoratori dipendenti con due figli a carico ed un reddito imponibile di 36 mila euro (20.000 più 16.000) ed una casa di 80 metri quadri.      L’accelerazione impressa dal Governo sull’attuazione del federalismo fiscale, senza aver aperto una consultazione con le parti sociali ed economiche  è il commento della Uil  rischia di generare una riforma senza cuore. Riforma che modifica la funzione e le responsabilità delle Istituzioni locali che, con   la loro azione, incidono fortemente sulle condizioni di vita dei cittadini, in particolare lavoratori dipendenti e pensionati. Quando si mette mano a processi che incidono sulle tasche dei cittadini, si dovrebbe alimentare un senso di partecipazione, che, purtroppo, non c’è stato.

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