POTENZA – rifiuti abbandonati a pallareta

notizie POTENZA, ultimissime — By tonio.claps on luglio 18, 2010 at 08:00

Cumuli di immondizia lasciati sotto il sole cocente da due mesi. Da quando Pallareta non è più una «stazione di trasferenza», cioé l’area dove si parcheggiano i rifiuti provenienti dai centri limitrofi per poi essere trasportati altrove.   Una presenza «ingombrante», quella della «monnezza immobile», che sta creando non pochi problemi a chi abita a ridosso della zona. Problemi che una nostra lettrice traduce in denuncia alla Procura della Repubblica del capoluogo lucano di cui pubblichiamo, nel box al lato, ampi stralci.  Su Pallareta campeggiano molti interrogativi. E quello della spazzatura parcheggiata è solo uno dei tanti temi da affrontare a risolvere. Diciamo subito che qui, fino a dicembre 2008, c’era una discarica. Chiusa per saturazione. Il Comune di Potenza, da tempo costretto a trasportare i suoi rifiuti in giro per la Basilicata, ha presentato un progetto di ampliamento per poterla riaprire, ma la Regione, sulla scia di rilevamenti dell’Arpab che avrebbero riscontrato inquinanti su cui indagare meglio, ha chiesto un piano di caratterizzazione per capire esattamente lo «stato di salute» del sito, mettendo a fuoco la presenza di determinate sostanze. Questa richiesta è stata impugnata dall’amministrazione comunale che teme l’allungamento dei tempi legati al progetto di riapertura della discarica, con conseguenti riflessi di natura economica relativi al trasferimento della «monnezza». Ma il Comune ha dovuto inghiottire il boccone amaro di un dispositivo del Tar che ha annullato la richiesta di sospensiva, avvalorando la tesi della Regione sulla necessità di prevedere un   piano di caratterizzazione propedeutico all’ampliamento della discarica. Nel frattempo la stazione di trasferenza è stata spostata a Tito e una decina di giorni fa è stato raggiunto un accordo alla Regione per stabilire le tappe di quello che ormai viene definito il «tour della monnezza». Potenza, senza una propria discarica e con l’eter no dilemma dell’inceneritore da mettere in funzione, fino a oggi è stato costretto a   portare i suoi (e quelli dei comuni limitrofi) rifiuti a Salandra.

Giornalelucano

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