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Sul corpo di Elisa Claps c’erano due semi «alati» vegetali. Erano all’altezza del bacino. Secondo gli esperti «si conservano bene per alcuni anni ma solo se mantenuti a temperature variabili tra tre e cinque gradi e in contenitori ermetici, con tenore idrico inferiore al dieci per cento». Non è di certo lo stesso clima che gli investigatori hanno ri scontrato nel sottotetto della chiesa della Trinità di Potenza. I semi, stando alle prime analisi, apparterrebbero a piante tipiche della Basilicata, e potrebbero essere stati trasportati lì dal vento. Un elemento che gli investigatori non sottovalutano, perché fa pensare che il corpo non sia stato sempre coperto. Alcuni accertamenti di ieri, infatti, tendono proprio a chiarire questo aspetto. Che il corpo di Elisa sia rimasto sempre lì lo ha stabilito il professor Francesco Introna, spiegando che in quell’angolo del sottotetto si è anche decomposto. Lo dimostrerebbero i liquidi della putrefazione che hanno lasciato delle macchie sul pavimento, proprio in corrispondenza del corpo di Elisa. Ora bisogna capire se era completamente coperto. E per quanti anni lo è stato. Gli operai che sono stati nel sottotetto per le riparazioni e per le ristrutturazioni hanno riferito di aver visto un cumulo di materiale di risulta nell’angolo in cui sono stati trovati i resti di Elisa. I due semi ora potrebbero dimostrare che negli ultimi tempi il corpo non era più coperto. Gli investigatori hanno anche analizzato la feritoia che qualcuno ha creato per favorire la fuoriuscita dei miasmi della putrefazione del cadavere. Gli agenti della polizia scientifica stanno cercando di capire se le tavole di legno che rivestivano il sottotetto sono state segate o divelte. Uno dei consulenti nominati dalla Procura di Salerno ha preso i calchi degli spazi lasciati scoperti dalle travi scomparse: le tre mancanti si trovano proprio in corrispondenza del punto in cui è stato trovato il corpo della ragazza. Il sopralluogo autorizzato dal gip di Salerno su richiesta della paleontologa Eva Sacchi, uno dei periti è durato circa dieci ore e si è concluso in serata. I tecnici e gli investigatori hanno raccolto ulteriori reperti che erano rimasti nel sottotetto. Ieri sera sono usciti dalla chiesa con alcuni sacchi neri pieni di materiale e con alcune cassette di plastica contenenti alcuni oggetti di piccole dimensioni. La paleontologa, che contestualmente ad altri cinque esperti sta effettuando accertamenti sugli oltre cento reperti prelevati dal sottotetto, aveva richiesto ulteriori approfondimenti in particolare sul bottone rosso trovato sotto la salma che secondo i primi accertamenti non sarebbe riconducibile all’abito talare dello storico parroco della Trinità don Mimì Sabia e alle impronte trovate in diversi punti del sottotetto. A causa di questi nuovi esami la paleontologa potrebbe richiedere una proroga per il deposito della perizia, mentre le altre consulenze dovrebbero essere consegnate in Procura il 14 luglio. Domani, invece, il programma di Raitre “Chi l’ha visto?” tornerà a occuparsi del caso Claps. La conduttrice Federica Sciarelli, nell’ultima puntata della stagione, ospiterà in studio la mamma di Elisa, Filomena Iemma.
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