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Gentile Direttore,
ho diffuso nei mesi scorsi l’allegata lettera aperta “Sventurati fiumi”. Ne ho distribuito decine di migliaia di copie, per fax ed e-mail a Presidente ed Assessori della Regione Basilicata; ai Dirigenti Generali di ogni dipartimento; a tutti i dipendenti regionali; a moltissimi cittadini di cui dispongo l’indirizzo; a giornali, giornalisti, radio e televisioni. Forse anche alla Tua redazione; l’ho distribuita per volantino nei due capoluoghi di Provincia ed in diversi paesi. L’ho inviata per raccomandata al Presidente Vincenzo Folino, l’11.06.2010, accompagnandola con una lettera.
Ma non ho avuto alcun riscontro.
Il sistema criminoso che descrivo nella lettera non è una mia invenzione, ma una verità oggettiva e reale, facilmente riscontrabile negli atti della Regione. Con questo non voglio dire che sono tutti collusi e complici del “sistema”. Peraltro negli stessi atti sono facilmente individuabili sia coloro che io definisco: Buffoni… Corrotti… e Mistificatori…, che le loro gravi responsabilità.
Basterebbe volerli cercare e si troverebbero sia gli uni che le altre.E comunque, anche se ciò accadesse, non basterebbe a mettere fine al “sistema”. Sistema che si consolida e diventa sempre più impunibile grazie ai piani,alle leggi ed ai vincoli ambientali, approvati per lo scopo nel recente passato. Questo è il motivo per cui, nella lettera a Vincenzo Folino, chiedo ed auspico un intervento del Consiglio Regionale: una specie di retromarcia verso il passato. Infatti, solo con un ravvedimento normativo si può mettere fine alla politica scellerata tuttora in corso. Un intervento che io ritengo urgente e indifferibile: nell’interesse e per il bene dell’intera comunità lucana. Dalle “carte” è facilmente individuabile anche qual è il vero motore propulsore, che muove l’azione della citata banda “B… C… M…”, cioè la Cricca Nazionale della Somma Urgenza, che da oltre venti anni riesce a realizzare i suoi copiosi e sporchi interessi, lungo i nostri fiumi. Certo, gli artefici di questo schifo sono un limitato gruppo di farabutti: tra tecnici annidati in pianta stabile, e politici di passaggio: specie se da uno schieramento politico all’altro. Ma tutti gli altri restano a guardare. Non muovono un dito per fermarli.
Anzi a volte, magari senza rendersi conto, li assecondano pure con incolpevoli automatismi amministrativi del tipo: silenzio assenso… atto dovuto… alzata di mano… conferenza di servizio… etc…
Certo, sono tutte persone per bene, ma con il loro perpetuo silenzio, si rendono artefici del “maggior danno”, che subisce la Comunità lucana.
Sta accadendo in Regione Basilicata ciò che è accaduto, a causa della pedofilia, nella Chiesa cattolica. Il maggior danno d’immagine, esploso ultimamente, non è stato causato dai cento preti pedofili che hanno a suo tempo commesso il peccato. Ma dai centomila preti vescovi e cardinali, tutti innocenti ed osservanti del Vangelo, ma tutti omertosi. Che hanno protetto, coperto e nascosto i cento squallidi peccatori. Ed hanno consentito, con il loro silenzio, il perpetrarsi e propagarsi dell’orrendo peccato.
Caro Direttore del Giornale Lucano, voglio dire insomma che se continuo a parlarne solo io, di questa storia dei nostri “Sventurati fiumi”, corro intanto il rischio di passare per matto o vengo definito “voce fuori dal coro”, o ancor peggio vengo liquidato come “cicero pro domo suo” (data la mia posizione di imprenditore del settore estrattivo), e quindi questa storia non emergerà mai nella sua drammatica gravità. Per cui ci vuole l’aiuto di qualcun altro: che ne parli; che ne approfondisca la conoscenza; che stimoli la “parola” di chi si ostina al silenzio; che la richiami al suo dovere il Consiglio Regionale al completo…
Credo e spero che questo “qualcuno” possa essere anche il Giornale Lucano. [Nicola Bonelli]
clicca QUI per leggere la lettera
clicca QUI per leggere il Fax inviato al Presidente del Consiglio Regionale di Basilicata
caro lettore,
da sempre il nostro periodico dà voce (anche a chi non ne ha) ai lucani che, seppure mortificati ed oramai senza speranza, continuano a lottare per il bene comune.
Per quanto ci riguarda, non possiamo fare altro che pubblicare integralmente la Tua lettera (anche perchè oramai pubblica), sperando che possa stimolare cittadini e politici affinchè si addivenga ad una risoluzione dei presunti danni che hai rappresentanto.
cordialmente | Il Direttore > gianluigi petruccio
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