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Una «stretta» alle auto blu. Vetture di rappresentanza che in questo periodo di crisi e di «economie a tutti i costi» devono essere limitate al massimo. È finito il tempo in cui l’assessore di turno veniva prelevato a casa dall’autista e portato «in trionfo» nel suo ufficio (per la verità, a quanto ci risulta, c’è chi tra i politici lucani ancora oggi continua a concedersi questo privilegio). Tra tagli, ritagli e rinunce il ministro Renato Brunetta punta il dito contro l’«esercito» di auto blu ancora presente in Italia, annidato tra enti locali, Regioni, Province e Comuni. Brunetta intende fare chiarezza non solo sulle auto blu, ma anche su quelle grigie (vetture senza autista a disposizione degli uffici) e sulle auto «blu», destinate alla rappresentanza politico/istituzionale. Il ministro ha annunciato ieri di aver avviato delle verifiche su questa «flotta» che comprende circa 60mila automobili in uso alle pubbliche amministrazioni. Dai primi dati emersi dal monitoraggio viene fuori che il 25% delle auto grigie hanno l’autista e dunque vanno considerate auto blu a tutti gli effetti. Il ministro ha segnalato alcuni casi eclatanti pescati dai questionari pervenuti on line (per ora circa il 26% del totale) in una sorta di mappa a macchia di leopardo da nord a sud. Tra i casi segnalati da Brunetta c’è anche quello del Comune di Potenza: secondo i dati in possesso del ministro, l’amministrazione municipale possiede 58 auto grigie, 20 blu e 3 «blu blu». Numeri che, però, non corrispondono alla reale situazione: dall’ufficio stampa del Comune, infatti, fanno sapere che il parco-macchine di rappresentanza è costituito soltanto dall’auto del sindaco, da una vettura messa a disposizione degli assessori per un eventuale viaggio e da una monovolume «perennemente» parcheggiata nell’autoparco. Tutto qui. Insomma, Brunetta avrebbe preso un abbaglio. Non solo. Invece di sparare a zero soprattutto sugli enti locali del Sud «ladrone», farebbe bene a valutare con attenzione quello che realmente accade da queste parti. L’operazione taglio sulle auto blu qui è già cominciata da un pezzo: il presidente della giunta regionale, Vito De Filippo, proprio a ridosso del suo insediamento, ha firmato una direttiva per consentire l’utilizzo delle vetture «esclusivamente in funzione di attività istituzionali». Lo stesso De Filippo dà l’esempio recandosi in ufficio con la propria vettura, come si vede nella foto di Tony Vece. L’auto blu, insomma, viene utilizzata soltanto per viaggi finalizzati alla partecipazione a eventi e incontri ufficiali. Operazione risparmio anche sul fronte della bolletta telefonica: alla Regione è possibile telefonare solo per chiamate d’ufficio. Quelle private sono a carico di chi le fa.
Melandroweb
28 giugno 2010 il 10:14
Sarà vero?