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(25-06-2010) - CRONACHE, POTENZA città

POTENZA – Ardsu transennata

Le solite soluzioni all’italiana si vieta l’ingresso di cittadini per ragioni di incolumità pubblica, ma poi chi ci lavora continua ad entrare. Da una decina di giorni l’ingresso dell’infopoint dell’Ardsu (agenzia regionale per il diritto allo studio universitario) di via Viggiani è transennato a causa della caduta di calcinacci. Il Comune ha vietato l’ingresso agli studenti che ogni giorno si recano nell’ufficio per sbrigare pratiche e acquisire informazioni. Ma i dipendenti dell’Ardsu  due, in tutto, gli addetti all’uf ficio  continuano ad accedere nei locali «Lo fanno  dice il direttore dell’agenzia, Giovanni Di Pilato per senso di responsabilità. Ma potrebbero, in teoria, rifiutarsi di venire al lavoro. Siamo impegnati nell’attenuare al massimo i disagi per gli studenti. Chi viene all’infopoint lo accogliamo ai piani superiori: mentre uno dei due addetti resta nell’uf ficio alla ricerca della documentazione, l’altro risponde al telefono da un altro locale. Insomma, non è il massimo, ma quanto meno garantiamo il servizio». Qualche volta capita anche che si diano informazioni letteralmente in mezzo alla strada pur di evitare che lo studente entri nell’ufficio: sì, perché con quell’ordinanza del Comune che campeggia davanti all’ingresso, se malauguratamente   dovessero cadere calcinacci, chi paga per l’infortunio? Naturalmente l’Ardsu e, in particolare, lo stesso Di Pilato. Che si trova così tra due fuochi: da una parte la necessità di assicurare il servizio, chiudendo un occhio e prendendo atto dell’abnegazione dei suoi collaboratori dello sportello informazioni, e dall’altra di tutelare l’incolumità così come richiesto dal Comune. In realtà, Di Pilato non si è visto notificare mai nulla da parte dell’amministrazione comunale. È venuto a conoscenza del fatto incrociando gli operai che stavano transennando l’ufficio. Da quel giorno – era sabato 12 giugno, ha cominciato un giro delle sette chiese per capirne di più e chiedere maggiori informazioni sulla vicenda. Ha scritto due note inviate al dipartimento mobilità: prima alla sede di Parco Aurora e poi a quella di Sant’Antonio La Macchia che si sono palleggiate le competenze. Nessuna risposta ufficiale. L’infopoint resta transennato e Di Pilato continua a lavorare con una spada di Damocle sulla propria testa. E con un interrogativo di fondo: se è vero che ci sono pericoli di caduta calcinacci, possibile che soltanto il suo ufficio gravita nella zona a rischio? Intonaci sgretolati fioccano da altri angoli dello stesso immobile che, a questo punto, andava transennato interamente. O no?

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