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(22-06-2010) - Agri, CRONACHE, POTENZA città -

POTENZA – procura dispone verifica su tonaca

la Procura della Repubblica di Salerno ha acquisito agli atti la foto, resa nota dalla trasmissione «Chi l’ha visto?» di

La Procura della Repubblica di Salerno ha acquisito agli atti la foto, resa nota dalla trasmissione «Chi l’ha visto?» di Raitre, in cui è ritratto don Mimì Sabia con il suo abito talare privo di un bottone. L’istantanea è stata ripresa dal libro «Don Mimì Sabia, storia di un curato di città», pubblicato dal Centro culturale Newman, fondato dallo stesso sacerdote, nel primo anniversario della sua morte. Nel volume c’è anche un’altra immagine in cui si nota la mancanza di un bottone sempre sull’abito del monsignore, ma è in una posizione diversa da quella evidenziata nell’immagine. Ciò avvalorerebbe la tesi secondo cui in realtà il bottone non mancherebbe, ma sarebbe soltanto rimasto dietro l’asola. Ad ogni modo, come dicevamo, la Procura vuole vederci chiaro e probabilmente acquisirà al più presto l’abito di don Mimì per fare eventuali comparazioni con il bottone rosso porpora trovato nel sottotetto della chiesa della Trinità, a ridosso del cadavere della povera Elisa. Il colore del bottone è un particolare che fa notare Rocco Galasso, presidente del centro culturale Newman, secondo cui il coinvolgimento di don Mimì è «un abbaglio»: «Il bottone rosso porpora  spiega  lo portano solo i cardinali, mentre fino ai gradi di vescovo e arcivescovo il colore è paonazzo. Se è vero che nel sottotetto c’era un bottone rosso porpora allora quello non poteva appartenere a don Mimì». Nella perizia del prof. Introna, per la verità, si parla soltanto di un bottone rosso. L’aggiunta «porpora» è frutto di un’interpretazione giornalistica della lettura del dossier del medico legale barese. Nel pomeriggio di ieri, poi, tre agenti della polizia di Stato sono entrati nella chiesa della Trinità. Si sono trattenuti per pochi minuti. L’ispettore Ubaldo Rosa e il sovrintendente Giuseppe Viggiano, accompagnati da un fotografo della polizia scientifica hanno tolto i sigilli per una veloce perlustrazione. Sembra, ma al momento sono indiscrezioni, che siano andati a verificare se l’abito talare di don Mimì era ancora in chiesa. Da quanto si è appreso, tra le ultime volontà del sacerdote c’era quella di lasciare quella tonaca in eredità al primo parroco della Trinità che, dopo di lui, sarebbe diventato monsignore. I tre poliziotti hanno schivato giornalisti e fotografi e sono tornati in Questura. Che siano già partiti gli accertamenti sul bottone ritrovato sotto il corpo di Elisa? Alcuni paramenti della chiesa erano già stati acquisiti dalla polizia. La Procura della Repubblica di Salerno, che indaga sull’omicidio di Elisa Claps, ha disposto una verifica sulla tonaca dell’ex parroco della Santissima Trinità Don Domenico Sabia, morto due anni fa. La notizia trapela da ambienti giudiziari di Salerno. In una fotografia  diffusa dalla trasmissione Chi l’ha visto? risulta infatti che alla tonaca manca un bottone. Circostanza che, solo in via ipotetica, viene collegata al ritrovamento di un bottone rosso nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove il corpo di Elisa è stato ritrovato il 17 marzo scorso. Gli inquirenti, peraltro, non danno particolare rilievo a questo accertamento, che  secondo quanto è trapelato viene svolto solo per completezza di indagini e per non lasciare nulla di inesplorato. Non cambia, infatti, secondo quanto si apprende, lo scenario delineato per il delitto di Elisa, per il quale è stato emesso un mandato di arresto europeo notificato a Danilo Restivo in Inghilterra. La tonaca di Don Domenico Sabia (noto in città come Don Mimì) era stata lasciata dal parroco in sagrestia: destinata, secondo la volontà espressa nel testamento, al primo parroco della SS. Trinità che diventerà monsignore.

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