Qualcuno liquida quegli avvenimenti dicendo che si tratta solo di coincidenze. Tre persone a conoscenza di fatti che riguardano la scomparsa di Elisa Claps muoiono in tre diversi incidenti stradali. Uno avrebbe dovuto testimoniare al processo. L’altro non è stato proprio sentito perché è morto due mesi dopo la scomparsa di Elisa. Il terzo aveva già deposto in aula, ma ora che la chiesa della Trinità è al centro del mistero avrebbe potuto chiarire tante altre cos e. Cosa manca nei loro racconti non potremo più saperlo. MUORE C A R LU C C I - Carlucci è il testimone che mette in difficoltà Eliana De Cillis, l’amica di Elisa. È anche per colpa delle sue dichiarazioni che Eliana viene processata per falsa testimonianza. Carlucci, infatti, riferì agli investigatori di aver visto Elisa Claps il 12 settembre del 1993 in luoghi diversi da quelli indicati da Eliana in quegli orari. «Circostanze contrastanti», le definirono gli investigatori. Per questo motivo il Tribunale, nel 1995, decise che era necessario un confronto in aula tra Eliana e Massimiliano Carlucci. I due restano ognuno della propria opinione. Eliana dice di aver lasciato Elisa in chiesa. Carlucci sostiene di averla vista in un altro posto. È necessaria un’altra udienza. Ma il 27 aprile del 1996 Carlucci muore in ospedale, dopo qualche giorno di coma, per le ferite riportate in un incidente stradale. La domenica precedente l’Alfa 33 guidata da un suo amico «per cause imprecisate» così riferiscono i cronisti dell’Ansa che all’epoca hanno raccontato i dettagli dell’incidente esce di strada all’altezza dello svincolo per l’autostrada Napoli-Salerno. MUORE TRAMUTOLA – Il 26 novembre del 1993 l’agenzia Ansa lancia una notizia in cronaca locale: «Il vicebrigadiere dei carabinieri Pierluigi Tramutola, 22 anni, di Potenza, in servizio nella stazione di Verzino, in provincia di Catanzaro è morto in un incidente stradale avvenuto, per cause imprecisate, sulla statale 407 Basentana, nelle vicinanze dello svincolo per Bernalda». Il vicebrigadiere era un ex fidanzato della sorella di Danilo Restivo, l’unico indagato per l’omicidio di Elisa. Ma non frequentava più la ragazza da oltre un anno. Il secondo dispaccio dell’Ansa, battuto nella stessa giornata, aggiunge alcuni particolari: «Tramutola era alla guida di una Lancia Delta che si è scontrata con un autocarro Iveco. Il militare è morto all’istante». Ecco invece le circostanze misteriose: l’incidente avviene in un rettilineo, sull’asfalto non c’è traccia di frenata, viene effettuata l’ispezione cadaverica, ma non viene disposta l’autopsia. «Tramutola precisa sua sorella non c’entra nulla in questa storia e non era a conoscenza di alcun particolare sul caso Claps». La morte del vicebrigadiere potrebbe essere una mera coincidenza. MUORE ROMANIELLO – A bordo di una Fiat Panda, di professione geometra. Anche lui, come Tramutola, con Elisa non aveva niente a che fare. Non la conosceva. E non l’ha vista il giorno della scomparsa. Il geometra Romaniello entra nel processo per falsa testimonianza contro Restivo, perché è il suo perito di parte. Ha l’incarico di descrivere i locali della chiesa della Trinità di Potenza (dove 17 anni dopo, nel sottotetto, verranno ritrovati i resti in parte mummuficati di Elisa). Deve dimostrare che era del tutto normale che le persone presenti in chiesa la mattina della scomparsa non abbiano visto Danilo. Per portare a termine il suo compito aveva chiesto a don Mimì Sabia, il parroco della Trinità morto due anni fa ultra ottantenne, di poter salire ai piani superiori della chiesa per ispezionare i luoghi. «Il sacerdote mi disse che non era possibile», dice Romaniello nel corso del processo. Nulla più. Di Romaniello si perderanno le tracce per diversi anni. Alle sei del pomeriggio del 9 dicembre del 2004 sta percorrendo la strada statale Potenza-Melfi per tornare a Pietragalla. È lì che abita. Ed è lì che svolge la sua attività politica come assessore comunale in una giunta di centrosinistra. Si scontra con una bisarca che trasporta automobili. Anche in questo caso è l’agenzia Ansa a dare la notizia. E anche in questo caso c’è un particolare sospetto che riguarda la dinamica dell’incidente. Scrive l’Ansa «La Fiat Panda di Romaniello si è scontrata per cause imprecisate con la bisarca». Proprio come Carlucci e come Tramutola. «Per cause imprecisate».
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