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Filomena Iemma, la madre della studentessa potentina Elisa Claps uccisa nel 1993, interviene contro il pm che coordinò le indagini sulla scomparsa e dichiara ”Se il magistrato avesse fatto le cose per bene, Elisa non sarebbe stata lì per 17 anni. La verità doveva venire da lei e per questo non potrò mai perdonarla”. Intervenuta ad una manifestazione dell’associazione “Libera”, sempre riferendosi all’ex pm di Potenza Felicia Genovese ha aggiunto: ”Con quale coraggio il magistrato che ha condotto le indagini guarda i suoi figli negli occhi? Se Restivo fosse stato fermato allora, un’altra mamma non sarebbe morta” Il riferimento è all’omicidio dell sarta inglese, Heather Barnett per il quale Danilo Restivo è stato arrestato il 19 maggio. Iemma ha fatto poi un distinguo tra le autorità di Potenza e la gente comune. E denuncia “le persone in alto, che per 17 anni hanno protetto Restivo e hanno occultato il cadavere di Elisa. Allora sapevo che Danilo era l’assassino, oggi so che l’hanno coperto per 17 anni e lo hanno fatto anche negli ultimi mesi”. La donna ha aggiunto “di non aver mai definito omertosa la città di Potenza” e, anzi, “la popolazione ha sottolineato ci è stata vicino”. “Io mi rivolgo ai grandi personaggi, le persone in alto che ci hanno voltato le spalle tra cui anche alcuni ministri della Chiesa – ha concluso e loro sanno a chi mi rivolgo. Quale coraggio ha avuto chi sapeva per 17 anni?”. Filomena lancia poi un appello alla verità “agli operai che nel sottotetto hanno ritrovato Elisa e ai “ragazzi del Centro Newman” che ha sede nella canonica. Loro possono fornire la verità necessaria “a liberare questa vicenda dai lati oscuri”, per poter dare alla figlia “una degna sepoltura”.
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