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(07-06-2010) - CRONACHE, POTENZA città

POTENZA – nodo complesso.Si comincia a scioglierse

Un nodo complesso che comincia a «sciogliersi». Tra lavori in corso, traffico, disagi e lunghe code concentrate soprattutto nelle ore di punta, nella zona del Gallitello a Potenza si comincia a delineare l’opera infrastrutturale più grande realizzata nella storia di Potenza. Un progetto finanziato con i fondi Cipe nel 2004 per circa 28 milioni di euro, che attraverso un sistema di viadotti e una galleria cambierà il volto di uno degli ingressi nevralgici della città: quello di Potenza Ovest. Uno snodo importante per chi entra nel capoluogo diretto agli uffici regionali o al centro urbano, e che ora si trova dinanzi l’ostacolo dei binari delle Ferrovie dello Stato con i connessi disagi legate alle attese per la chiusura del passaggio a livello e alle inevitabili code. Ma nell’area del Gallitello da oltre un mese i lavori procedono a ritmo davvero serrato, al punto che i cittadini, pur subendone tutti gli effetti negativi, cominciano però a intravvedere il meccanismo di questo nodo «complesso». Mai un termine fu più adeguato per esprimere tutta la complessità di un’opera che per i cittadini finora si è tradotta in termini di restringimenti di carreggiata, sensi unici, limiti di velocità, code inf i n i t e. I lavori erano stati sospesi nella primavera del 2008 dopo la scoperta di importanti ritrovamenti archeologici (si veda pagina a lato). Ma ora che le opere procedono alacremente oltre ai disagi, i cittadini cominciano a cogliere il senso di un’opera notevole che effettivamente cambierà il sistema della mobilità urbana anche grazie all’ormai prossimo completamento del nodo ospedaliero, altro importante snodo tra l’ospedale, il Campus dell’Uni – versità della Basilicata e il popoloso quartiere di Macchia Romana. Il progetto di Gallitello si articola su tre punti principali. Il primo prevede il completamento del viadotto sulla  fondovalle, la cui  ultimazione, ha assicurato l’asses – sore comunale alla Viabilità, Pietro Campagna, è prevista in coincidenza con l’avvio del nuovo anno scolastico. Un asse strategico che collegherà direttamente via Vaccaro con viale dell’Unicef evitando di impegnare la grande rotatoria della stessa viale dell’Unicef. «Il secondo fronte sul quale stanno procedendo i lavori  spiega Campagna  è la realizzazione del sovrappasso ferroviario. È il tassello più importante del nodo complesso che consentirà di superare la ferrovia bypassando l’ostacolo del passaggio a livello». Per la   realizzazione del viadotto, dovendo salvaguardare l’area archeologica, si è reso necessario modificarne la struttura che non avrà un’unica campata di 60 metri e non sarà più realizzato in calcestruzzo, ma in acciaio. Terzo fronte di interventi è la galleria che da viale dell’Unicef porterà direttamente a via del Gallitello, passando sotto il monte Cocuzzo. «Per la galleria si dovrà aspettare la settimana prossima per iniziare a lavorare ma – continua l’assessore  i lavori saranno articolati in tre turni, quindi senza soluzione di continuità, nelle 24 ore, quindi anche la notte il cantiere sarà aperto». Insomma, dopo lo stop forzato l’impresa esecutrice sta dando una forte accelerata che sicuramente, per Campagna, si tradurrà in un    accorciamento dei   tempi di consegna dell’intera opera, che potrebbe avvenire entro giugno dell’anno prossimo, forse anche per effetto del premio di accelerazione che consente di premiare la riduzione dei tempi. Se la ditta ultimerà il nodo complesso entro i primi 400 giorni avrà una premialità di 500mila euro, se andrà oltre il 560 giorno pagherà di tasca sua 500mila euro.    È il segno evidente che si possono fare opere pubbliche in tempi ragionevoli a condizione che non ci siano imprevisti e che ci siano imprese pronte ad affrontare queste sfide. Lavorare in pieno traffico non è una cosa tanto agevole.    «Superata la fase critica, quella degli espropri, delle opere iniziali, dei sottoservizi (condotte idriche, elettriche, fognarie, gas) e in questo caso dei ritardi connessi al ritrovamento archeologico – spiega l’assessore Campagna – è possibile procedere in maniera spedita, ma   con tutte le complicazioni di dover lavorare mentre il traffico continua a scorrere costretti a chiedere ancora una volta ai cittadini l’ennesimo sforzo».  I primi segni tangibili di questo cambiamento dovrebbero vedersi, quindi, già da settembre. L’inizio delle scuole dovrebbe essere la prima vera prova del nove della bontà della prima parte del nodo complesso con il collegamento diretto da via Vaccaro a viale dell’Unicef. La prossima sfida per il Comune di Potenza sarà al termine dell’intervento, la sistemazione dell’area archeologica, per la quale l’amministrazione comunale investirà un milione di euro per restituire alla città un’importante testimonianza della sua storia».

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