POTENZA – a luglio chiusura del centro storico

notizie POTENZA, ultimissime — By tonio.claps on giugno 3, 2010 at 07:58

A luglio partiremo con la chiusura del Centro storico di Potenza. Lo ha annunciato il sindaco di Potenza Vito Santarsiero, dopo la prova «positiva» dei giorni scorsi in occasione della festa del Santo Patrono. «L’esperimento ci ha confermato  ha detto il primo cittadino  che si può partire con la “ztl” proprio grazie al sistema di scale mobili, ponte attrezzato e ascensori. Favorendo, insomma, un sistema di mobilità che metta insieme trasporto su gomma e metropolitano è possibile rinunciare all’auto». La decisione di chiudere il centro storico era stata già annunciata più volte con l’impegno che la chiusura per i Turchi avrebbe sancito l’avvio definitivo della «ztl». «Uno slittamento necessario  spiega il cittadino dovuto alla scelta di ubicare la centrale di controllo nella nuova sede del “mobility center” in via Nazario Sauro. Se, infatti, i varchi con le telecamere sono già stati predisposti, si stanno ultimando i lavori nel polo della mobilità per l’allacciamento alla rete elettrica e il trasferimento delle suppellettili che consentiranno di realizzare al suo interno la centrale di controllo della “ztl”. Per luglio dovrebbe poter andare tutto a regime». Ma sulla chiusura del centro storico rimangono una serie di interrogativi e perplessità proprio alla luce di quel sistema integrato di mobilità intorno al quale dovrebbe ruotare tutta la viabilità urbana. Un sistema fatto di una serie di tasselli, tutti ugualmente importanti e vitali perché il meccanismo della mobilità urbana funzioni. Purtroppo uno degli anelli più deboli è il trasporto pubblico con una gara ormai scaduta con il Cotrab, un bando pronto ma che ancora non parte. «Ci stanno lavorando gli uffici. Si farà una gara per 2 anni e poi per 9 anni», assicura il sindaco. Ma il problema rimane quello delle risorse e la città dovrà ancora aspettare tanto per avere quel «gestore unico per i servizi di trasporto pubblico locale integrato». E così per quella vera «rivoluzione» che dovrebbe cambiare il sistema della mobilità urbana si è ancora fermi. Perché non basta chiudere il centro storico, parlare di 50mila presenze tra ponte attrezzato e sistemi meccanizzati, dimenticando i problemi di un servizio pubblico che fa acqua da tutte le parti. E se Santarsiero ribatte, difendendo il suo coraggio dopo che «nessun partito o istituzione negli anni si sia mai occupato di risolvere i problemi del traffico partendo dalle infrastrutture, dagli investimenti in grandi opere che i 28 milioni del nodo complesso, o il nodo ospedaliero che sarà aperto tra due mesi, il vero dramma  dice  sono quei 12 milioni di mutuo che il Comune è costretto a pagare ogni anno e che non consentono di risolvere definitivamente il problema, verso quell’integrazione definitiva di trasporti su gomma e impianti meccanizzati, senza dimenticare i parcheggi».
Quattro giorni di chiusura, in un clima di festa non sono certo un campione attendibile di una quotidianità che vedrà sempre più la pressione intorno al centro storico, al di la di quell’anello off limits di macchine, di sosta selvaggia, di una città cui non bastano le scale mobili o il ponte attrezzato. Di una città fatta di anziani, ma anche di giovani, che vorrebbero poter salire su un autobus in un’ora certa e in luogo certo e muoversi senza dover prendere l’autobus per andare in centro ma anche negli altri uffici della periferia. E il dito non può essere puntato solo sul Comune di Potenza. La viabilità di una città metropolitana dovrebbe essere «integrata» anche come tavoli istituzionali dove anche Provincia e Regione dovrebbero dire la loro e contribuire a risolvere i problemi.

Giornalelucano

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