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(23-05-2010) - CRONACHE, POTENZA città -

POTENZA – Montereale.ponte da demolire

il ponte di Montereale è transennato nella parte sottostante, segno di un intervento di ristrutturazione. Ma qui siamo nel cuore

Non si vede un solo operaio da sempre. Il ponte di Montereale è transennato nella parte sottostante, segno di un intervento di ristrutturazione. Ma qui siamo nel cuore della città dell’apparenza, dove niente è come sembra. Queste transenne, in realtà, svolgono soltanto la funzione di ostacolo per il passaggio di pedoni laddove continuano a staccarsi pezzi di cemento. Uno sfaldamento che testimonia lo stato comatoso in cui versa lo storico viadotto realizzato in epoca fascista. Un malato a cui l’amministrazione comunale, circa cinque anni fa, aveva cantato il «de profundis» evidenziando che non c’era nulla da fare per rimetterlo in forze. Era stato individuato nell’architetto spagnolo Santiago Calatrava il professionista a cui affidare il compito di ridisegnare completamente il ponte, con l’obiettivo di dare vita a un’altra struttura simbolo della città, sulla scia del ponte Musmeci, tanto per intenderci. Ma senza soldi  recita un vecchio adagio non si cantano messe. E non si «ingaggiano» architetti di fama mondiale. Risultato? Il ponte di Montereale è destinato a dover rimandare la pensione per restare in piena attività. Magari con quelle «stampelle» mascherate da cantiere. Il Comune, nel corso degli anni, si è reso conto, solo dopo aver bandito la gara di progettazione dell’opera, che i soldi a disposizione per la realizzazione del viadotto non bastavano. Per fare il nuovo collegamento, infatti, servirebbero qualcosa come 4,5 milioni di euro mentre il Municipio ne aveva a disposizione solamente 2,8. Il ponte, insomma, non si può fare, e l’amministrazione comunale, per evitare di perdere i finanziamenti europei che erano stati destinati a questo fine, li ha dirottati su altre opere pubbliche (parte di quei soldi, a quanto pare, sono stati utilizzati per lavori a rione Cocuzzo). L’opera non è accantonata  spiegò il sindaco Vito Santarsiero tre anni fa  ne spostiamo il finanziamento nel ciclo di programmazione 2007/2013. Per il ciclo attuale, in cui rientrava lo stanziamento iniziale, c’era l’obbligo di rendicontazione entro il 31 dicembre 2008 e trattandosi di un’opera complessa il rischio di non farcela era alto». Sarà riproposto il progetto del nuovo ponte di Montereale? Considerando l’attuale situazione critica dal punto di vista economico, non c’è da scommetterci, anche se Santarsiero non lo esclude «Il mio obiettivo  dice  è quello di abbatterlo e costruirne uno nuovo. Vedremo con quali soldi fare questo progetto». Ma al di là di soluzioni future, il vero problema, giunti a questo punto, è un altro così com’è ridotto, il ponte è ancora sicuro? In passato si parlò di una demolizione necessaria per una struttura che aveva superato il suo ciclo vitale. Oggi si tende a dire che il viadotto non è pericolante, anche se non risponde alla normativa antisismica. Delle due l’una o era stato sopravvalutato il rischio oppure ora si minimizza per nascondere le tasche vuote. Intanto il problema sembra essere finito nel dimenticatoio. Come se fosse stato risolto. E, invece, la situazione continua a peggiorare con il trascorrere dei giorni ce lo ricordano i residenti che continuano a denunciare la caduta di calcinacci dal malandato ponte di Montereale.Di fronte a questa situazione  tuonano i cittadini  il Comune non ha fatto altro che recintare la parte inferiore del ponte, mascherando quella che è semplicemente un modo per   tenere alla larga i pedoni con un cantiere. Qui di cantiere non c’è proprio un bel niente, tant’è che non abbiamo mai visto operai al lavoro da queste parti.    L’incolumità della cittadinanza deve essere argomento condiviso, con precedenza assoluta ma, è opinione diffusa tra i residenti, occorre che tutte le forze politiche, in maniera trasversale, si facciano carico della questione. C’è davvero un rischio di crollo del ponte? Il sindaco Santarsiero smonta certe visioni apocallittiche e ripete ciclicamente che non esiste un pericolo del genere, ma i cittadini temono che le sue siano dichiarazioni di circostanza, soprattutto quando dice che «va rivisto un po’ anche nella funzionalità del viadotto, ma certo non si può pensare a un crollo immediato».    Non resta, dunque, che incrociare le dita, magari attraversando il ponte «tutto d’un fiato». Senza fermarsi a pensare.

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