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Scuola, questura e genitori a confronto. L’iniziativa è stata promossa dall’istituto comprensivo Leonardo Sinisgalli per avviare una riflessione comune attraverso il coinvolgimento di insegnanti, genitori, alunni e forze dell’ordine su un fenomeno in costante crescita, del quale «si parla molto, ma non sempre in maniera adeguata», come ha sottolineato la dirigente scolastica Giovanna Gallo. Di qui l’importanza di un confronto fra i diversi soggetti coinvolti per contrastare il bullismo, non solo fra le aule, ma anche a casa, aiutando la vittima e segnalando l’autore delle prepotenze. All’incontro hanno partecipato il questore Romolo Panico e la dirigente della squadra mobile di Potenza, Barbara Strappato, che hanno risposto alle domande e chiarito i dubbi di studenti, insegnanti e genitori e Rosario Danza della Polizia Postale, che ha fornito utili consigli e riferimenti su come proteggere i minori dai rischi della rete e del «cyberbullying», il bullismo elettronico. Dalla navigazione ai social network, strumenti utilissimi per lo studio e lo svago, da utilizzare però con consapevolezza e responsabilità, come ha ribadito Danza, anche facendo ricorso ai «filtri», messi a disposizione in rete da diversi siti come il Moige o la Polizia di Stato, per creare un percorso di navigazione sicuro per bambini e adolescenti, che troppe volte rimangono soli per ore davanti ad un computer. «Lascereste i vostri figli andare in giro da soli? Lo stesso vale per la rete: è come consentirgli di passeggiare senza nessuno che li accompagni». A delineare, invece, i confini del fenomeno all’interno del’istituto comprensivo, sono state le insegnanti Vincenza Quinto e Vittoria Saponara, che hanno presentato i risultati di una piccola indagine condotta attraverso la somministrazione di questionari anonimi. Dai dati rilevati su un campione di 643 alunni, di cui 134 iscritti alla primaria e 509 alla secondaria di primo grado, sono stati ottenuti due indici prepotenza e bullismo, rispettivamente attestati al 25% e 18%. La fascia di età interessata maggiormente, nell’ambito della rilevazione, è quella che va dagli 8 ai 12 anni, ossia le ultime classi della scuola primaria e le prime della secondaria di primo grado. Fra i dati di interesse anche quello relativo all’integrazione degli alunni stranieri. Dal questionario, infatti, è emerso che non si sono verificati all’interno della scuola episodi di discriminazione. E da parte del dirigente scolastico due inviti, uno rivolto agli alunni e l’altro alle famiglie. Agli studenti un messaggio fare una segnalazione di un episodio di bullismo o prepotenza non è atto di spionaggio, ma fare una buona azione. E alle famiglie l’invito ad ascoltare gli insegnati per aiutare la scuola nel difficile compito di rilevare comportamenti aggressivi sia di natura verbale che fisica.
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