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(19-03-2010) - CRONACHE, POTENZA città

POTENZA – per la città è uno schiaffo senza precedenti che si faccia giustizia

Stupore, angoscia ma soprattutto tanta rabbia. I sentimenti dei potentini alla notizia del ritrovamento del cadavere di Elisa Claps all’interno della chiesa della Trinità (in una intercapedine tra il campanile ed il sottotetto), si possono riassume con queste tre sentimenti. Stupore perchè nessuno pensava che la soluzione di questa lunga e triste vicenda fosse proprio sotto gli occhi di tutti, angoscia perché in tutti c’era la spe   ranza di un ritrovamento della giovane potentina e rabbia, tanta rabbia, per una vicenda che nasconde ancora tanti lati oscuri. «È uno schiaffo per tutta la città commenta un signore di mezza  età fermo sotto la chiesa in attesa di notizie. Una cosa scioccante, assurda solo a pensarci. Mi sembra incredibile che dopo tanti anni, dopo tante ricerche, Elisa sia stata ritrovata nel posto dove era stata vista l’ultima volta». Sono angosciata da questa notizia ha affermato una signora in compagnia di suo figlio. Non volevo crederci anche perchè speravo veramente che un giorno Elisa potesse tornare tra i suoi cari. Ho i brividi al pensiero di quanto accaduto. Mi consola solo il fatto che ora la sua famiglia avrà una tomba sulla quale piangere, dove portare un fiore e poter ricordare chi non c’è più». La pietà umana, il pensiero per la famiglia si è mischiato con la rabbia delle persone che sempre più numerose nel corso della serata di ieri hanno voluto in qualche modo rendere omaggio a questa sfortunata ragazza. «Per tutti noi ha commentato uno dei tanti giovani presenti nella piazzetta anti   stante la chiesa della Trinità  è un vero pugno allo stomaco. Dopo tutte le favole inventate in passato, dal rapimento alla fuga volontaria, è il momento di fare veramente luce su questa storia e capire cosa c’è dietro a questa morte tragica che, sono sicuro, segnerà tutta la comunità potentina». Comunità che si sente toccata nell’intimo e ora vuole giustizia come si leggeva chiaramente in uno striscione tenuto per mano da un gruppo di giovani. «Chi sa qualcosa ha gridato un signore visibilmente commosso  deve venire   fuori subito. Sono convinto che ci siano persone che sanno qualcosa ma che non hanno la forza o il coraggio di parlare. Ricordo anni fa delle scritte sulle mura esterne della chiesa che in qualche modo lasciavano intendere qualcosa ma nessuno, soprattutto le autorità, ci ha fatto caso». Proprio le indagini sono al centro dei commenti della gente. «Mi chiedo ha commentato una coppia di giovani fidanzati  come a nessuno sia venuti in mente di perquisire il tetto della chiesa. Era o no l’ultimo posto in cui Elisa era stata vista prima della sua scomparsa? Eppure non l’hanno fatto o meglio non l’hanno fatto bene, forse con troppa superficialità preferendo segui   re altre piste. Ma in tanti anni di indagini alla fine cosa si è fatto? Visti i risultati ci sembra di capire ben poco». Qualcuno, più arrabbiato degli altri guarda al futuro a cosa potrà e dovrà accadere. «Ora c’è bisogno di fare giustizia. Il responsabile o i responsabili di questo delitto atroce devono essere puniti ma anche chi ha indagato in modo superficiale». È il modo per dare un po’ di pace ad una famiglia distrutta.

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