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(15-03-2010) - CRONACHE, POTENZA città -

POTENZA – compra pillole antirughe online e viene ricoverata per avvelenamento

Il popolo del commercio elettronico si orienta sempre più verso il settore «parafarmaceutico» e, secondo una recente statistica di ebay, il più grande mercato online del mondo, i lucani occupano un posto in «prima fila» nella classifica dei più assidui consumatori di farmaci sul web. Nel 2009, infatti, i cybernauti della Basilicata hanno speso circa 450mila euro per l’acquisto di integratori, sciroppi e presunti «élisir». È come se ogni lucano avesse speso oltre un euro per comprare «schifezze» nella rete. Per confermare che si tratta di un dato «spropositato» rispetto alla popolazione residente (circa 590mila abitanti), basta dire che Roma (con più di 3,5 milioni di residenti) ha speso nello stesso anno 520mila euro. Acquistare a «scatola chiusa» da fantomatiche case farmaceutiche on line significa, nel migliore dei casi, spendere soldi per prendere «acqua fresca». Ma a Catia F., impiegata di 47 anni, di Potenza, è andata decisamente peggio si è fatta abbindolare da un messaggio pubblicitario sul web di un integratore che prometteva di «stirare» le rughe dal di dentro. Senza ricorrere a chirurgia estetica. Ha pagato 38 euro la scatola con 20 pillole «Eage fermeté». Un affare, se è vero che le star di Hollywood  come reclamizza il sito  ne fanno un grande uso con risultati entusiasmanti. Altro che affare. Alla terza pillola ingoiata Catia è stata ricoverata in ospedale con un principio di avvelenamento. E con qualche ruga in più «scavata » dal dolore. Le pillole «miracolose » sono state prese in consegna da un laboratorio che ne ha analizzato la composizione, rilevando la presenza di eccipienti dannosi per l’organismo. L’impiegata potentina, dopo aver passato più di un quarto d’ora d’inferno tra dolori addominali e vomito, è decisa a fare causa al venditore, ma non sa chi è e dove sta il suo interlocutore. Già, perché l’indirizzo che appare sul sito internet è fasullo (Frankfort, nel Kentucky) e all’e-mail attraverso la quale aveva ordinato il farmaco non risponde nessuno. La truffa è servita con un clic.

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