Campagna elettorale dal clima sempre più velenoso. E non soltanto per il livello di polemica aspra, sparata ad alzo zero, ma anche per l’aria che si respira intorno. Forse non si ricordava, negli ultimi lustri, una «campagna» così urticante e condita da atti vandalici, minacce, sfregi. L’ultimo caso, in ordine di tempo, ha colpito un candidato nella lista di «Io amo la Lucania» (candidato presidente Magdi Cristiano Allam), nella circoscrizione di Potenza. Si tratta dell’ingegner Dario De Luca e della sua famiglia. De Luca ha denunciato ai carabinieri che è arrivata una telefonata, da persona rimasta anonima, a suo padre. L’interlocutore ha rivolto minacce all’uomo e a suo figlio (io spacco la faccia a te e a tuo figlio Dario). Il candidato si è immediatamente recato dai carabinieri a denunciare l’accaduto, esplicitando la propria decisione di non interrompere la battaglia che ho deciso di portare avanti con Magdi Cristiano Allam. D’altra parte Io amo la Lucania , nell’esprimere sdegno per quest’ultima vicenda, denuncia che non si tratta del primo, né dell’unico caso di intimidazioni nei confronti dei nostri candidati. Questo clima intimidatorio di stampo mafioso afferma Allam evidenzia l’eccezionalità e la gravità di una cultura politica avvelenata e soffocata dalla cappa di sostanziale dittatura del consociativismo che nega e reprime spazi di libertà a coloro che si battono per un cambiamento. Ma noi non ci faremo intimidire. E intanto si prepara, per la giornata di sabato prossimo, 13 marzo, a organizzare l’assemblea costitutiva del movimento politico Io amo la Lucania , come parte integrante del movimento nazionale Io amo l’Italia. Nei giorni scorsi erano stati vittime di atti intimidatori il candidato sindaco del Pdl a Matera, Francesco Saverio Acito, e il candidato alle regionali circoscrizione Matera dell’Idv, Antonio Montemurro. Qualche giorno fa, nottetempo, a Moliterno, persone ignote hanno infranto le vetrate della sede del Pd. Il segretario Rocco Lagrutta ha commentato. È il terzo atto vandalico, di cui siamo stati vittime, in 15 giorni.
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