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Via Lazio, ore 8.30: il bus urbano «cincischia» all’altezza della caserma militare e vomita olio. Fino a collassare. A bordo studenti e pendolari a cui non resta che scendere dal pullman e proseguire a piedi. Nel frattempo si crea un ingorgo gigantesco che paralizza l’intera zona (code riverberate lungo tutto via Cavour), tra travasi di bile di automobilisti e immancabili clacson a manetta. Storie di caos cittadino che ancora una volta vedono protagonisti i bus del servizio urbano. È vero, di recente sono stati acquistati mezzi dell’ultima generazione, ma il ca so di ieri mattina ci ricorda ancora una volta che a Potenza circolano pullman sgangherati, vecchi. E sono quelli che vengono utilizzati per trasportare gli studenti all’entrata e all’uscita da scuola. «Edulcorare» la critica non serve a fotografare esattamente la situazione si tratta lo diciamo senza giri di parole di pullman da scasso, con ruggine a destra e manca, e giunture che non solo lasciano campo aperto agli spifferi, ma incamerano il fumo del motore. Con buona pace degli autisti che respirano di tutto durante l’orario di lavoro e degli stessi passeggeri, stipati come sardine nelle ore di punta. Si tratta in larga parte di mezzi lasciati in eredità da Sita e Fal (Fiat Iveco 470 e 471) che andrebbero mandati in pensione spesso restano vittime di guasti meccanici, a cominciare dalla rottura del cambio. È accaduto in diverse zone della città, costringendo l’officina mobile del Cotrab ad intervenire per rimettere in sesto il mezzo. La scena è simile a quella di ieri appiedati gli studenti proprio mentre in un’altra zona un bus (di quelli più nuovi) gira desolatamente vuoto.Se proprio non si può fare a meno di pullman vecchi, perché non si limita il loro utilizzo alle corse standard (con pochi utenti) invece di metterli su strada per «raccogliere» gli alunni?
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