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(05-03-2010) - CRONACHE, POTENZA città -

POTENZA – immersa in un’accozzaglia di rumori e smog

Ce lo confermano i dati resi noti dal «Treno verde» di Legambiente e Ferrovie dello Stato che ieri è ripartito lasciando a Potenza qualche certezza in più sull’inquinamento non siamo a livelli di altre città oppresse da una cappa di smog, ma anche da noi non mancano picchi della presenza di polveri sottili (pm10). Sul fronte dei rumori, invece, abbiamo pochi rivali lo hanno sottolineato, durante l’incontro per tracciare un bilancio della presenza del «Treno verde» a Potenza, Marco De Biasi, presidente Legambiente Basilicata, Luciano Iavarone, direttore trasporti Trenitalia Basilicata, Serena Carpentieri, responsabile Treno Verde, Vittorio Valentini, responsabile laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di Rfi, Enrico Gerardo Marotta, direttore generale Acquedotto Lucano. La rumorosità nel capoluogo è preoccupante. In base ai controlli effettuati da una centralina situata in piazza Europa per tre giorni (dal 28 febbraio al 2 marzo) si è riscontrato che i valori negativi si sono mantenuti discretamente costanti: la rumorosità diurna, in particolare, fa registrare sforamenti gravi, dai 15,5 ai 16,4 decibel al di sopra del limite di legge, che diventano più lievi nelle ore notturne. Nel commentare questi dati, Valentini ha sottolineato che «in presenza di un piano di zonizzazione acustica, purtroppo ancora inesistente per il comune di Potenza, la destinazione della zona delle misurazioni, piazza Europa  angolo via Lazio, vista la vicinanza ad un istituto scolastico, sarebbe assimilabile alla «Classe I aree particolarmente protette» i cui limiti acustici corrispondono a 50 decibel diurni e i 55 decibel notturni. Sarebbe auspicabile e urgente  ha concluso Valentini  che il Comune provvedesse a studiare e applicare un piano di zonizzazione acustica, per stabilire delle fasce di protezione e tutelare la cittadinanza dall’inquinamento acustico».
La componente principale che ha contribuito ad aumentare i livelli di rumore è stato il traffico automobilistico, composto prevalentemente da mezzi leggeri, con frequenti soste da parte di veicoli. Per quanto riguarda le polveri sottili, dall’indagine del «Treno verde» (realizzato dal laboratorio mobile di Rfi) emerge che nei 3 giorni di monitoraggio in piazza Europa, i valori di pm10 sono rimasti al di sotto dei valori massimi consentiti dalla legge, un risultato favorito anche dall’influenza del vento che in questi giorni ha soffiato con particolare intensità.
Critici, invece, i rilevamenti effettuati in via Vaccaro e in via Mazzini dove la concentrazione di polveri sottili è ben oltre il limite consentito dalla legge. Secondo le analisi compiute dall’equipaggio del «Treno verde» che, con strumenti scientifici forniti da Con.Tec, ha effettuato un rilevamento di 24 ore del pm10 e della percentuale di pm2,5 (polveri ancora più sottili) in via Vaccaro e in via Mazzini, 123 c’è una concentrazione allarmante di (pm10), risultato pari a 72 mg/m3 in via Vaccaro e a 79mg/m3 in via Mazzini, 123. Inoltre, per il primo campionamento si è registrata una percentuale di pm2,5 pari al 38% e al 37% per il secondo. Il pm2,5 è un insieme di particelle con diametro ancora più piccolo rispetto al pm10 e, quindi, è più pericoloso per la salute umana, dal momento che riesce a penetrare nel punto più profondo del polmone. «A riguardo  è stato spiegato ieri durante l’incontro la normativa italiana prevede l’obbligo di misura del Pm2,5 ma non fissa alcun limite di riferimento, mentre a fissarlo è la direttiva europea 2008/50/CE che stabilisce come limite annuo, e non giornaliero, 20 mg/m3».

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