Caro sindaco, noi siamo più bravi di te. Tu hai deciso di chiudere il centro storico verso la fine di maggio, noi abbiamo già chiuso i nostri negozi. Polemica innervata di sarcasmo quella dei commercianti del centro storico di Potenza di fronte alla Ztl (zona a traffico limitato) che dovrebbe entrare in vigore a partire dal giorno di San Gerardo. L’amministrazione comunale ha ormai deciso di procedere verso la chiusura al traffico, ma sta ancora valutando correttivi si ipotizza, in particolare, una chiusura parziale del borgo. Di certo sarà vietato il transito delle auto nel tratto che dal Tourist Hotel porta fino a via IV novembre. Chiusa anche piazza Sedile, mentre dovrebbe essere aperto il tratto che da piazza XVIII Agosto porta al Grande Albergo da qui si potrà procedere verso via Raffaele Acerenza. Quanto a via del Popolo, si sta prendendo in considerazione l’ipotesi di apertura alle 7 alle 14 per consentire l’accesso alla scuola elementare. Qualsiasi intervento viene considerato inutile da chi ritiene che la Ztl sia devastante per il centro storico. Ecco alcune dichiarazioni. Per quanto mi riguarda dice Giuseppe Moramarco ho già deciso di trasferirmi. Qui, in via Vescovado, nonostante abbia investito 150 mila euro, non posso più stare. Con la Ztl, tra l’altro, impediscono ai miei clienti di usufruire del mio garage per il quale pago mensilmente duemila euro. Parla di una morte annunciata Giovanni Dragonetti, macellaio. Con gli attuali servizi, compreso le scale mobili che hanno appena inau gurato, non si illudano di aver risolto i problemi. Il centro, se davvero si andrà verso la Ztl, morirà. Ma per qualcuno è già morto. Il borgo dice Anna Palese, titolare di una tabaccheria è ormai privo di servizi. È diventato praticamente inutile, altro che fulcro del capoluogo. Orvieto? Perugia? Paragonare Potenza con queste due città è un azzardo. È vero, lì i centri storici sono chiusi al traffico, ma sono ricchi di servizi e sono facilmente raggiungibili. Quanto al futuro della sua attività commerciale, Palese ha già deciso. Da tempo. Ho messo in vendita la tabaccheria da sei mesi. Sto aspettando. Una cosa è certa voglio mollare, non c’è alternativa. Anche Vito Ciuffreda, proprietario dello storico cinema Due Torri, ha la tentazione di gettare la spugna. Ma resiste nonostante dice il Comune ci abbia completamente abbandonato. Eppure questo cinema è un patrimonio dell’intera comunità cittadina. La Ztl? Dovrebbero completare tutti i percorsi delle scale mobili con relativi parcheggi. Solo così la chiusura alle auto potrebbe avere un senso e un’utilità. Va oltre alle questioni di traffico Walter Trivigno, titolare di un’attività di telecomunicazione a Largo Pignatari. Il Comune ci ha murati vivi con una gru posta davanti al vecchio palazzo D’ Errico. È assurdo, fanno ciò che vogliono senza minimamente preoccuparsi delle conseguenze per chi, come me, investe soldi e cerca di creare spazi occupazionali. Quanto alla Ztl aggiunge Trivigno ritengo che sia l’ultima mazzata a un centro storico che è già in agonia. Sulla stessa lunghezza d’onda Luigi Vittiglio, proprietario di una libreria in via Pretoria La verità dice è che il centro è già defunto. Basta guardarsi intorno e vedere quante saracinesche sono abbassate. Oppure assistere all’apertura sempre più in là nell’orario dei pochi negozi aperti. Oggi paghiamo il prezzo di una decentrazione selvaggia sottolinea Vittiglio che ha privilegiato altre aree della città sulla scia di interessi di pochi costruttori. La Ztl è soltanto l’ultimo tassello di un mosaico già scritto. Anche Luigi Mancinelli, che lavora nel patronato Enasco, ritiene che la chiusura alle auto sia solo l’ennesima tappa di un affossamento del borgo: Il nostro ufficio dice resiste in centro perché adue passi c’è l’Inps, l’ultimo superstite del decentramento dei servizi pubblici, con il quale abbiamo contatti frequenti. Se dovesse andare via anche l’Inps è chiaro che per noi sarebbe automatico traslocare. Non si sbilancia, infine, Manuela Taddonio, titolare di una profumeria: Bisognerebbe vedere gli effetti della Ztl prima di giudicarla. È anche vero, però, che in centro la vitalità è ridotta ai minimi termini qualche tempo fa aprivo il negozio alle 7.30. Oggi non prima delle 9.30, visto la desolazione che c’è in giro.
loredana gervasio
27 maggio 2010 alle 19:04
sono una commerciante di via del popolo, la chiusura del centro storico è come lo ritengono molti la morte del commercio al centro. Sono due giorni che stiamo soffrendo, non è pensabile che l’amministrazione comunale voglia distruggere il cuore della città, ai residenti fa comodo, ma fino ad un certo punto non hanno capito che isolando il centro diventerà come i carrugi a Genova…pieno di droga, prostituzione ed altro.