Eccellenze che tornano in Basilicata, altre che sono costrette ad emigrare per poter lavorare. È il caso di R. P. laureato in ingegneria elettronica all’Università degli Studi di Pisa. Nel 2007 presentò una domanda al concorso dell’Acta di Potenza per un posto di direttore generale. Credevo fosse l’occasione per tornare nella mia terra. E invece, dopo tre anni di vuoto informativo assoluto sul concorso, scopre che nel frattempo l’Acta è stata trasformata in società per azioni e che con un provvedimento sindacale è stato nominato un direttore pro tempore. Non solo. Dall’azienda gli fanno sapere che il concorso non si esplica per l’impossibilità di comporre la commissione esaminatrice. Giustificazione che P. traduce così. Il sistema di potere asfittico che affligge la nostra regione la tiene in una sorta di immobilismo feudale. Il mio è un invito a scoprire che il feudalesimo appartiene al passato e diffondere finalmente il seme della rivoluzione francese che, fra l’altro, sappiano i miei corregionali, non è proprio l’ultima novità che la storia ci propone.
michele
16 giugno 2010 alle 18:16
che tenerezza quest’ingegnere…