Magdi Cristiano Allam candidato indipendente alla Presidenza della Regione
notizie MATERA, notizie POTENZA — di tonio.claps il gennaio 30, 2010 alle 10:00LETTERA AL POPOLO LUCANO
Cari amici e care amiche,
circa quaranta anni fa arrivai in Italia per conseguire la laurea in Sociologia all’università di Roma. Mi innamorai subito della bellezza naturale della nostra patria e della bontà d’animo dei nostri connazionali, scegliendola come la mia grande casa per la profonda sintonia con i principi e gli ideali che danno un senso alla vita, al punto da ritrovarmi a dire a viva voce “Io amo l’Italia” e di essere onorato ed orgoglioso di essere italiano.
Oggi per uno di quei casi che non sono mai fortuiti e che per un credente celano la mano della Divina Provvidenza mi ritrovo ad essere affascinato dalla vostra terra, che ha il dono di riassumere quanto di più prezioso abbia l’Italia nell’offerta naturale di mari, laghi, monti, colline e pianure, così come ha saputo custodire a dispetto delle avversità una genuinità che è propria di chi coltiva una solida fede, ha a cuore la dignità della persona, considera centrale la famiglia naturale, è fedele alla tradizione della propria comunità. Ecco perché per me la Lucania è la regione più bella e i lucani sono il popolo più genuino d’Italia.
Purtroppo c’è un abisso tra la realtà della Lucania e dei lucani e quella dell’insieme della classe politica che l’amministra. La sinistra, che da un ventennio ha imposto un potere egemonico grazie alla quota pro-capite di assistenzialismo più alta d’Italia, e la destra che è sostanzialmente connivente con una dirigenza preoccupata esclusivamente del proprio tornaconto personale, sono riusciti a realizzare il paradosso che fa sì che, da un lato, la Lucania sia potenzialmente la regione più ricca d’Italia e, dall’altro, i lucani siano tra le popolazioni più povere d’Italia. Questa classe politica sta provocando la rovina della Lucania sperperandone le ricchezze naturali il cui sfruttamento arricchisce una casta, danneggia l’ambiente e nuoce alla salute dei cittadini; così come sta portando al suicidio demografico e della civiltà dei lucani a causa dell’indebolimento della famiglia naturale, il calo del tasso di natalità, l’invecchiamento della popolazione, la crescita della disoccupazione e la fuga forzosa di migliaia di giovani in cerca di migliori condizioni di vita.
Ebbene cari amici e care amiche del popolo lucano,
da quando il “caso” mi ha portato qui in mezzo a voi, ho provato nel corso degli anni una particolarissima emozione che solo una realtà straordinaria è in grado di suscitare. Ed oggi che molti amici mi chiedono di contribuire al riscatto civile e politico della Lucania, percepisco questo invito come un segno da cogliere, una chiamata da seguire, una missione da adempiere. Tocco con mano il desiderio incontenibile di cambiamento della stragrande maggioranza dei lucani che sono stanchi e nauseati dell’autoritarismo, della corruzione, del clientelarismo, del parassitismo, dell’immobilismo e del menefreghismo di una classe politica che è di fatto diventata straniera agli occhi della propria gente, lontanissima dai problemi reali con cui ci si confronta giorno dopo giorno. Sento vibrare forte nell’animo dei lucani la voglia di riprendere in mano il timone del proprio destino, per orientare questa casa comune nella direzione del porto certo del bene comune e dell’interesse generale. Pertanto sulla base di una profonda convinzione sono fortemente determinato a contribuire alla rinascita della speranza, partecipando alla causa comune del popolo lucano al riscatto della propria dignità, per assicurare che ciascuno di noi possa essere pienamente se stesso in casa propria, salvaguardando un futuro migliore per i nostri figli e nipoti.
Cari amici e care amiche del popolo lucano,
è arrivata l’ora di agire, di far sentire la propria voce, di uscire allo scoperto superando l’apatia, la rassegnazione e il disfattismo! Chi tace quando in ballo ci sono la vita propria e dei propri figli, quando sono messi a repentaglio i valori non negoziabili fondanti della nostra comune umanità, non si limita solo a subire l’arbitrio altrui ma si rende connivente con il proprio aspirante carnefice. Non possiamo più continuare a tacere e non dobbiamo più continuare a subire! Rivolgo un accorato appello a tutte le persone di buona volontà che certamente si trovano a destra, al centro e a sinistra, a tutti coloro che hanno ormai smesso di votare e coloro che non sono mai andati a votare perché hanno perso o non hanno mai avuto fiducia nell’insieme di questa classe politica: uniamoci per promuovere un autentico cambiamento della cultura politica, affinché la politica corrisponda effettivamente al servizio della collettività; uniamoci per salvare la Lucania dalla distruzione e per riscattare i lucani dal suicidio demografico, sociale e civile; uniamoci per promuovere un nuovo modello di sviluppo che s’ispiri all’economia sociale di mercato che mette al centro la dignità della persona e persegue il bene comune, e per edificare un nuovo modello di convivenza fondato sui valori e sulle regole che sono il fondamento della tradizione millenaria del popolo lucano.
Se tutti insieme innalzeremo il vessillo di “Io amo la Lucania”, noi ce la faremo! Se tutti noi ci ribelleremo a questa classe politica che tratta la Lucania come se fosse una colonia africana da depredare e saccheggiare lasciando i lucani poveri e sottomessi, noi ce la faremo! Uniamoci pertanto e diciamo a viva voce: “Sì! Noi siamo i Lucani e ce la faremo!”.
Cari amici e care amiche del popolo lucano,
è con questo messaggio che vi comunico che accetto l’invito rivoltomi da tante persone di buona volontà a candidarmi alla Presidenza della Regione Basilicata come indipendente a capo della mia lista “Io amo la Lucania”.


Tweet This
Digg This
Salva su Delicious
Stumble it
16 Commenti
Io mi faccio 1200 km per venire a votare, ma il mio voto andrà al popolo di sinistra…
Le sorprese non mancheranno!! VEDIAMO CHI LA SPUNTERA’
il mio sogno é che la basilicata diventi la Dubai Italiana!
Regalaci un sogno!!!!!!!!!!!Sono con te!
La mia domanda è una sola, pratica, Magdi Cristaiano Allam con chi farà la lista per poter governare? Da chi sarà appoggiato politicamente? Da coloro i quali per vari motivi sono fuori, sbattuti fuori o per scelta propria, dalle coalizioni esistenti. Mi pare di vedere il lupo che “cambia” il pelo ma non il vizio. Se fosse stato candidato del PDL, seppure indipendnte, avrebbe governato con chi è oggi all’opposizione e vorrebbe governare,”i conniventi”; non essendo più candidato del PDL si presenta con un suo partito chiamato da “amici” (quali) per “contribuire al riscatto civile e politico della Lucania”.
E per caso e per mano della Divina Provvidenza si scopre la Basilicata. Per favore non offenda il buon “Cristiano” l’intelligenza dei lucani.
La Lucania era una regione storica dell’Italia antica e corrispondeva al territorio nel quale le genti italiche di lingua osca si cristallizzarono nel popolo dei Lucani, a partire dal V secolo a.C. La regione comprendeva quasi tutta l’odierna Basilicata, con l’esclusione della zona settentrionale del Vulture (il territorio di Venosa) e della zona più orientale oltre il fiume Bradano dove si trova Matera, ma con l’aggiunta a ovest del Cilento e del Vallo di Diano.
se non siete ben informati non riportate notizie false.
Io voglio essere rAPPRESENTATO DA CHI IL TERITORIO LO VIVE E NON DA UN NEGIZIANO RESIDENTE A bRESCIA CHE NON SA NEMMENO DOVE è SITUATA LA basilicata, SI LA BASILICATA SI CHIAMA COSì LA MIA REGIONE
Gia prima che Magdi Cristiano Allam pensasse alla nostra terra, lo ascoltavo in TV con rispetto e ammirazione . Ora , se davvero i suoi propositi per la nostra amata regione sono questi ,senza successivi doppi fini, che ben venga la sua candidatura ! Chissà che veramente per noi lucani non avvenga finalmente “la” svolta decisiva !!!
ditegli prima però che la nostra Regione si chiama BASILICATA e che la LUcania è sola una parte di essa…….che disastro
Caro Tonino,
questo Tuo commento offende la dignità dei lucani.
La candidatura a Presidente di Magdi Cristiano Allam, forse servirà anche per un rinnovamento storico/culturale!
La Lucania antica era ben più vasta dell’odierna Basilicata.
La Lucania era un antico distretto dell’Italia del Sud (chiamato così nel III secolo a.C. dai Romani che diedero un’unità regionale al popolo degli antichi Lucani), si estendeva dal mar Tirreno fino al golfo di Taranto. Comprendeva quindi: a nord-ovest, la parte centro-meridionale dell’odierna Provincia di Salerno, con gli attuali Cilento e Vallo di Diano, e la zona sannita dell’Irpinia; a sud, la parte nordorientale dell’alta Calabria, da Castrovillari a Sibari; al centro, conteneva tutta l’attuale regione Basilicata.
Lucania, già denominazione ufficiale della nostra regione dal 1932 al 1947, è il nostro vero nome tant’è che in tanti vorremmo sostituisca Basilicata (prettamente “amministrativo”) come già avvenne durante il periodo fascista e solo con la nascita della Repubblica tornò a chiamarsi Basilicata!
——————————————————————————–
cordialmente | Il Direttore > gianluigi petruccio
E quale sarebbe la parte della Basilicata che si chiamerebbe Lucania??? Ma prima di scrivere vi informate o scrivete tanto per scrivere??
Forza Allam….siamo con te
La Lucania, COME GIà DETTO, era un antico distretto dell’Italia del Sud. I limiti precisi erano: la Valle del Sele a nord-ovest, che la separava dalla Campania; la Valle del Bradano a est-sud-est, che la separava dall’Apulia; i due fiumi Lao e Crati, che a sud-sud-ovest la separavano dalla Bruzia. Quasi tutto il territorio era occupato dagli Appennini e a nord era delimitato dalla catena dei monti Alburni; comprendeva il golfo di Policastro fino alle vette del Monte Sirino e del Pollino, oltrepassati i quali si arrivava alla foce del Lao. Verso est le montagne degradavano in altipiani fino a giungere alla Piana di Metaponto e al golfo di Taranto.
Spiega il geografo greco Strabone:
« La Lucania si estende dal fiume Lao, mentre fino a Metaponto dalla parte del golfo di Sicilia (lo Ionio). Esterna all’Italia è la zona tarantina, che è vicina a Metaponto, e gli abitanti Iapigi. Poi il nome di Italia e di Enotria si estese anche fino a Metaponto e alla Siritide. Dunque la Lucania sta tra la costa tirrenica e quella siciliana, dal Sele al Laus, e da Metaponto a Thurii; sul continente, va dai Sanniti all’istmo da Thurii a Cerilli, vicino al Lao: l’istmo misura 55,5 km (trecento stadi)
se votarti alle prossime regionali significherà ‘ dare una svolta ‘,reagire all’arbitrio di una classe dirigente disfattista,che in tutti questi anni ha portato allo sfacelo la terra di Basilicata,traendone solamente profitti personali….,se votarti significherà iniziare un percorso nuovo teso alla costruzione di un futuro per i nostri figli,alla valorizzazione di risorse utili all’intera collettività….se votarti significherà ridare fiducia al popolo lucano…..ebbene,il mio voto di cittadina lucana sarà per te!
Auguri! Buon lavoro!
Amo la mia terra, Io amo la Lucania e chissà che proprio un esponente politico di fuori, e di tale pregio, possa portare un pò di slancio vitale per smuovere le vecchie mentalità legate al clientelismo.
Io sono con te, Magdi Cristiano Allam e che Dio ti accompagni sempre, anche in questa incredibile impresa!!!
A presto Presidente!
Con la classe politica che ci ritroviamo, un milione di volte meglio Magdi Allam. E’ questo il momento di liberarci di tutti i politici che hanno affamato la regione.
Basta a lamentarsi, ora ci vogliono i fatti ed i voti.
Forza Magdi, la gente onesta che lavora e non lecca il …..e’ tutta con te.
Mah….. con le corazzate PD e PDL il buon Allam è destinato a fare la vittima sacrificale e forse sarà decisivo per incoronare il De Filippo bis…….
Per un terzo polo concreto bisogna aggregare TUTTE le forse “resistenti” della regione, i movimenti, i comitati civici…… Andare alle urne senza un esercito si rischia lo sterminio……
A questo punto visto che chi si e’ succeduto nella nostra Regione non ha fatto altro che comportarsi come Attila, preferisco dare il mio consenso a questo egregio signore ( pure per vedere se ci riesce a tirare dal tunnel e farci godere lo sviluppo della nostra terra).