POTENZA – Palazzi duro con il club rossoblù ma la richiesta è l’esclusione

notizie POTENZA, ultimissime — di tonio.claps il gennaio 21, 2010 alle 08:05

La differenza è sottile ma importante. Per l’avvocato Eduardo Chiacchio addirittura fondamentale. Parlare di richiesta di radiazione  ha spiegato il legale campano che ha il compito di difendere la società dall’accusa di illecito sportivo  è sbagliato. Il procuratore Palazzi contestualmente alla presentazione del ricorso di revocazione del vecchio processo su Potenza-Salernitana, ha chiesto per la società lucana l’esclusione dal campionato di competenza. Dunque ci troviamo di fronte a una cosa ben diversa diversa dalla radiazione che implica la scomparsa di una società sportiva. Insomma il Potenza Sport Club continuerebbe a vivere in caso fosse accolta la tesi dell’accusa ma non si capisce bene in quale campionato. Stando a quanto si evince dal dispositivo depositato dalla Procura federale  ha provato a chiarire l’avvocato Chiacchio  il club rossoblù potrebbe anche non ricominciare dalla Seconda Divisione perché in quel caso bastava la richiesta semplice di retrocessione di una categoria. Sarà dunque, la Corte di Giustizia federale a decidere a quale campionato potrà accedere il Potenza. A questo punto l’ipotesi plausibile, contro la quale noi ci impegneremo, sarebbe quella di ricominciare dal campionato di serie D o da uno inferiore. Anche riguardo ai tempi a decidere sarà la Corte. È anche possibile che la condanna sia immediata anche a campionato in corso». Insomma un futuro a tinte fosche anche se, va ricordato, siamo nella fase delle richieste con un processo ancora da celebrare. Vista la velocità con cui si sta muovendo la Procura federale, la volontà di chiudere nel più breve   tempo possibile la vicenda, il dibattimento dovrebbe avere luogo già a fine febbraio, al massimo entro l’inizio del mese successivo. «È presto per fare previsioni  ha continuato Chiacchio  oggi sarò a Roma per prendere formalmente gli atti relativi alla posizione del Potenza. Dunque, ancora non ho letto le motivazioni del ricorso per revocazione, utilizzato per la prima volta in un caso di presunto illecito sportivo. Su l’ammissibilità di questo noi abbiamo grossi dubbi. Abbiamo tre giorni per presentare le memorie difensive per cui solo dopo potremo anticipare la nostra posizione e discutere su quella della Salernitana. Proprio sul trattamento riservato al club granata (richiesti solo sei punti di penalizzazione) ci sono grosse perplessità. In pratica tra chi ha venduto e chi ha acquistato a proprio vantaggio la punizione maggiore viene chiesta per i primi e non per chi ha ottenuto qualcosa dall’operazione illecita. C’è una differenza sostanziale  ha spiegato Chiacchio. Per la Salernitana l’illecito e solo presunto non essendo emerso l’autore materiale del’atto. Dunque, paradossalmente, i granata sarebbero puniti senza che si sia appurata la responsabilità di un suo tesserato. Per il Potenza è diverso. I rossoblù sono accusati di illecito sportivo diretto con due suoi tesserati coinvolti, tra i quali il legale rappresentante della società. Insomma si riapre il capito che portarà al giudizio della Corte di giustizia Federale. Speriamo che la nostra tesi difensiva sia accolta  ha concluso Chiacchio. In caso contrario, potremo appellarci al Coni. Ho chiesto che sia riconfermato lo staff (Di Ciommo, Cozzone) con cui abbiamo ottenuto un brillante successo al primo processo.

Giornalelucano

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