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(16-01-2010) - CRONACHE, POTENZA città

POTENZA – quel vincolo di fedeltà tra imprenditori politici medici e dirigenti

C’è una Basilicata silenziosa e clandestina che potrebbe determinare la vita della regione, soprattutto sul fronte economico e finanziario. Imprenditori, medici, militari, amministratori universitari, bancari, pubblici, docenti    dirigenti di enti e aziende. Uomini di potere iscritti alla Massoneria, persone che tra un impegno di lavoro e l’altro si dedicano a riti di iniziazione, professano amore fraterno, carità e verità, vivono una vita parallela a quella familiare e lavorativa. In Basilicata sono 110 i massoni 60 in provincia di Potenza e 50 nel Materano si tratta di muratori così si chiamano in gergo gli appartenenti a queste associazioni ufficiali, i cui nomi sono riportati in liste pubblicate su internet e custodite nelle prefetture. Accanto a loro, però, c’è un sottobosco di massoni clandestini che sfugge a qualsiasi statistica e, spesso, sconfina in ambiti illegali. Il mondo in gran parte sconosciuto della massoneria suscita non poche perplessità qualcuno parla di anti Stato, finanche di gruppi dediti all’occultismo e al satanismo. Ma quello che ispira inchieste giudiziarie è soprattutto il rapporto che lega tra loro i massoni tra gli iscritti esiste un giuramento di fedeltà che li porta ad aiutarsi l’un l’altro. È proprio questo il nodo cruciale della questione massonica è possibile che un pubblico ufficiale o un funzionario statale siano servitori dello Stato ma, contemporaneamente, prestino fedeltà ad un’istituzione non statale? Come si comporterà un funzionario quando si troverà a dover scegliere tra far prevalere il giuramento di fedeltà allo Stato e quello alla massoneria? Intendiamoci, non c’è nulla di male ad essere iscritti ad una loggia massonica. La massoneria si propone l’elevazione dello spirito degli iscritti e ha finalità non in contrasto con la legge. Ma nel giuramento massonico c’è l’impegno a considerare i fratelli muratori, ad aiutarli e persino a mantenerli in caso di bisogno. La cosa in sé non è illegittima. Ma cosa accade se in una causa penale il giudice e l’avvocato di una delle parti sono fratelli massoni? Oppure se   l’imputato ed il pubblico ministero sono legati dal giuramento di reciproca amicizia e assistenza di una qualche obbedienza massonica? Tra i massoni lucani, come dicevamo, ci sono, tra gli altri, amministratori pubblici, rappresentanti del mondo bancario e imprenditori, una convivenza che, proprio sulla scia del giuramento massonico di reciproco aiuto, scatena sospetti su possibili intrecci tra politica e affari. Insomma, anche in Basilicata  scorrendo l’elenco dei massoni con le rispettive professioni  potrebbe esserci una potente lobby, teatro di scambio di favori e raccomandazioni tra persone potenti allo scopo di favorire in ogni modo i propri membri. Una sorta di società di mutuo soccorso, in cui una precisa scala gerarchica fa da collegamento tra la domanda e l’of ferta di servigi, nell’ottica di uno scambio di favori tra un potente e l’altro. Favori che si traducono anche in posti di lavoro si racconta che un commerciante potentino, dopo aver prestato giuramento massonico, sia riuscito a piazzare il proprio figlio in un ufficio pubblico grazie all’amicizia fraterna di un politico conosciuto nella loggia.

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