Un giro di marche da bollo false, con un’organizzazione che le distribuisce di cui farebbe parte anche un professionista e «terminali» nei vari uffici dove vengono utilizzate per venderle in modo facile e diretto a chi, ignaro, ne ha bisogno per qualche pratica. Quella che fino a poche ore fa era solo una pista seguita dalla Guardia di Finanza di Potenza agli ordini del colonnello Roberto Maniscalco ha assunto contorni di maggiore concretezza con un’operazione in borghese fatta presso la sede della Camera di Commercio di Via dell’Edilizia. Un militare delle fiamme gialle, in borghese, si è presentato allo sportello dicendo di essere interessato all’avvio di una impresa individuale. Ha chiesto cosa dovesse fare e lo sportellista gli ha indicato tutti gli adempimenti, a partire dall’istanza da presentare alla stessa Camera di Commercio. Una domanda, ovviamente, da presentare «in bollo», e quando l’uomo ha fatto presente di esserne sprovvisto e di dovere allontanarsi per comprarne una e ritornare per fare la pratica, lo sportellista si è offerto «gentilmente» di fornirgliela, ovviamente dietro il pagamento del corrispettivo di 14,62 euro. Il ringraziamento dell’utente e l’uomo ha tirato fuori un «bollo» che teneva con sè ma a quel punto l’agente della Finanza ha svelato la sua vera identità, con i colleghi ha proceduto al controllo della marca e dopo averne riscontrato la irregolarità si è proceduto alla perquisizione del locale, dove sono state trovate altre marche dello stesso tipo. L’uomo è stato prelevato e accompagnato in caserma dove gli è stata formalizzata la contestazione e, alla presenza di un avvocato, avrebbe for nito particolari sulla provenienza di quel valore bollato illecito. Elementi che arricchiscono il quadro delle indagini condotte dalla finanza che vedrebbero già diverse persone, molte delle quali insospettabili, tra gli indagati. L’indagine, infatti, nasce a seguito della diffusione del fenomeno che avrebbe portato a riscontrare la falsità di molte delle marche che vengono utilizzate in diversi uffici del Potentino. Un fenomeno che si è rinverdito dopo una fase di stallo, dovuta all’inserimento dell’«ologramma» (la banda d’argento) sulle marche stesse, in ana logia con quanto fatto sulle banconote, che ha reso più difficile produrre i falsi, ma alla fine sarebbero rispuntati. Per il dipendente della Camera di Commercio, intanto, l’avvio di una vicenda giudiziaria e di un procedimento disciplinare interno anche perchè lui le marche non avrebbe potuto venderle, nè vere tantomeno false. In ogni caso, in via precauzionale, è stato spostato dai rapporti con il pubblico e trasferito alla sede centrale deigli uffici in corso XVIII Agosto.
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