Un’associazione per delinquere ritenuta responsabile di oltre 400 furti di autocarri, trattori e mezzi agricoli, con base ad Andria e operante in particolare in provincia di Potenza che ha portato sull’orlo del fallimento alcune aziende agricole e artigiane è stata sgominata stamani, all’alba, dalla squadra mobile della Questura di Potenza, che ha arrestato i sette componenti della banda.
L’officina principale dell’organizzazione per smontare i mezzi rubati era a contrada Montegrosso di Andria, zona piena di cave, aree aperte, oltre ad un capannone. L’aspetto forse più significativo dell’inchiesta, denominata “conto alla rovescia”, è nell’assoluta mancanza di collaborazione da parte degli imprenditori vittime dei furti, nessuno dei quali ha denunciato richieste estorsive. Lo hanno sottolineato all’unisono, a Potenza, il Procuratore della Repubblica, Giovanni Colangelo, il questore, Romolo Panico, e la dirigente della squadra mobile, Barbara Strappato. Peraltro, mesi fa, durante una riunione del comitato provinciale per l’ordine pubblico, un agricoltore aveva chiesto interventi decisi contro il fenomeno lui stesso, però, pur avendo subito il furto di sei mezzi, non aveva presentato alcuna denuncia, per di più riuscendo anche a “ritrovare” i veicoli rubati, intatti, tre giorni dopo, non lontano dalla sua azienda, a Palazzo San Gervasio (Potenza) circostanza che Strappato ha definito “strana”. Il fenomeno, però, aveva assunto una rilevanza numerica evidente e alcuni imprenditori ha spiegato Panico hanno rischiato di chiudere le loro attività per i danni conseguenti ai furti. A questo punto, la Polizia si è data un termine temporale per dare un colpo all’organizzazione da qui il nome dell’operazione. Stamani, gli agenti hanno anche eseguito sequestri di beni mobili e immobili comprese una villa con piscina in costruzione per un valore di oltre tre milioni di euro tutto contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Potenza, Gerardina Romaniello, su richiesta del pm, Anna Franca Ventricelli. La Polizia, inoltre, ha trovato armi e munizioni, fra le quali quattro fucili dotati di apparecchi per aumentare la potenza di fuoco dei proiettili, e punzoni per rifare i numeri di telaio dei mezzi rubati. Un aspetto da non sottovalutare, nel rapporto fra organizzazioni criminali ha spiegato Colangelo è il collegamento emerso fra indagati pugliesi e lucani, cioè l’interregionalità dell’organizzazione.
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