Chi minaccia monsignor Agostino Superbo? Chi vuole fare del male all’arcivescovo metropolita, presidente della Conferenza episcopale lucana e e vice presidente di quella italiana? Sono questi gli interrogativi il giorno dopo la notizia dell’assegnazione della scorta della Digos al presule. Sono le domande che più o meno sommessamente si ponevano tanti cittadini dopo aver notato lo spiegamento di forze che regnava davanti alla chiesa di Santa Maria del Sepolcro, nel quartiere di Santa Maria, dove monsignor Superbo ieri ha celebrato la messa trasmessa in diretta su Raiuno per gli ottocento anni della Fondazione dei Frati Minori. Sono i quesiti di una città dove si è consumata una domenica diversa dalle altre, fatta di controlli attenti e circoscritti, di sguardi guardinghi e di tanta attenzione. Ad apparire quello di sempre, sorridente e disponibile con i fedeli, è però lui, monsignor Superbo. Paura? No ha risposto ai cronisti C’è San Michele e ci sono gli angeli che mi proteggono dal cielo. Quella di oggi è stata una domenica bellissima, una domenica in cui abbiamo celebrato San Francesco. Già, San Francesco. Per celebrare gli ottocento anni della Fondazione dei frati minori il vescovo ieri si è recato nell’antica Chiesa di Santa Maria del Sepolcro. Doveva essere una domenica di preghiera come tante, ma non è stato così. Il vescovo in parrocchia è arrivato sotto scorta, ha celebrato la messa con uomini in borghese che controllavano tutto, è uscito in processione con agenti che gli facevano da scudo, infine si è allontanato seguito dalle forze dell’ordine. Ma non solo. A dimostrare un’atmosfera più calda del solito, anche il fatto che poco prima dell’inizio della messa le porte del sagrato della Chiesa sono state chiuse e i fedeli che erano rimasti fuori sono stati invitati ad accomodarsi in una sala attigua per seguire la liturgia su un maxi schermo, mentre dentro a vigilare c’erano anche otto ragazzi della parrocchia, come ha spiegato il parroco della Chiesa, frate Leone. E all’esterno? Carabinieri e agenti della Digos in borghese rimasti nel piazzale a controllare persone, movimenti e atti. È normale che vi sia il servizio d’ordine, commenta don Dino Cecconi, regista della diretta della messa sul primo canale Rai. Io mi preoccupo della regia precisa e posso dire che la ragione per cui abbiamo scelto questa chiesa è che si tratta di un luogo francescano dove si incrocia la tradizione. Sul caso specifico don Dino non dice nulla, ma ricorda che sono anche loro a chiedere le forze dell’ordine per evitare incidenti come accaduto in passato. Al di là delle parole, dei commenti e dell’atmosfera strana restano gli interrogativi e i dubbi. Chi vuole fare del male a monsignor Superbo? Chi ha telefonato minacciandolo? Un mitomane, un gruppo organizzato o qualcosa di diverso? E poi c’è o meno un legame tra le minacce a monsignor Superbo e quelle ricevute dal giornalista Nello Rega, autore di un libro sul rapporto tra cristiani e islamici?
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