La civile Matera, città dell’Unesco, si ferma prima della barriera metallica che separa i reclusi dal resto della società. Da lì in poi continua ad esserci un piccolo mondo tartassato e dimenticato. Il carcere di via Cererie è sull’orlo del baratro. Una struttura che implode per il sovraffollamento dei detenuti e il numero ridotto di poliziotti penitenziari. Ieri pomeriggio, all’entrata della casa circondariale, l’ennesima protesta per segnalare il disagio, la sofferenza di chi sta lì per scontare la pena e di chi è addetto al controllo. Sagome di cartone raffiguranti le guardie carcerarie sono state sistemate lungo la recinzione del complesso di via Cererie. Tra non molto dice Giovanni Grippo, segretario regionale della Uil penitenziaria solo fantocci di cartone potranno risolvere il problema, affiancando quei pochi colleghi rimasti a tenere il fortino”. E sì, il “fortino” è davvero sguarnito i reclusi aumentano, le guardie diminuiscono a vista d’occhio. Lo scorso anno, a gennaio ricorda Grippo promuovemmo un’altra manifestazione. Ebbene, da allora ad oggi, si sono perse per strada altre 20 unità. Ditemi voi se è possibile andare avanti così. Qui, oramai, siamo allo sfascio. Nel carcere di Matera servirebbero non meno di 40 poliziotti, oltre a quelli in servizio. Ma sembra che tutto questo non interessi a nessuno. Anzi sussurra qualcuno dei sindacalisti dobbiamo fare attenzione anche a non parlare troppo, perchè qualcuno, a livello nazionale, ci tiene oramai nel mirino. Non va bene protestare, ribadire che siamo stati abbandonati e non abbiamo fondi, mezzi e personale per operare in maniera adeguata. Insomma, piove sul bagnato. I problemi che scatena l’organico incompleto sono tanti. Qualcuno di noi deve fare ancora le ferie del 2007 dice Eustachio Paolicelli, vicesegretario regionale del sindacato Sappe ma non finisce qui. Tra un po’ sarà Natale e Capodanno, e se qualcuno di noi pensa di tirare un po’ il fiato fermandosi qualche giorno, si sbaglia di grosso. E perchè? Ogni anno, a dicembre, l’amministrazione penitenziaria chiede che una parte del personale lucano e di altre regioni del Sud, si sposti nelle strutture del Nord per rimpiazzare i colleghi che devono andare in ferie. E così veniamo privati di altre unità e chi resta qui deve fare anche per chi è stato costretto a partire, come se non fosse già difficile l’ordinario lavoro lontano dai periodi di festa. Ci dicono pure di non chiedere ferie ma solo riposi, sino a tre giorni. Assurdo. A questo punto, come sindacalisti, facciamo questa proposta Natale e Capodanno aboliamoli come festività, almeno per la nostra categoria, forse in questo modo avremmo meno problemi. E con il nuovo anno, si affacciano altre grane. Sei sottufficiali penitenziari andranno in pensione. Saranno rimpiazzati? Con questi chiari di luna, sarà arduo. E non solo il “fortino” si sguarnirà anche di sottufficiali, vale a dire che i pochi “soldati” saranno pure senza le guide. A Grippo e Paolicelli, che intanto ci invitano a prendere il caffè al bar del carcere, tanto per respirare un po’ di aria di quel mondo tartassato e dimenticato che sta oltre il cancello verde, chiediamo se siano servite le visite effettuate dalle commissioni parlamentari, che pure ogni tanto si affacciano da quelle parti. Macché rispondono qui vengono a fare lo struscio, magari a prendere il caffè allo spaccio con il direttore. Guardano se i corridoi sono puliti, questo fanno. Sul resto è meglio non puntare gli occhi.
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