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(23-11-2009) - CRONACHE, MATERA città -

MATERA – la casa circondariale è in piena crisi

Carcerieri e carcerati sull’orlo di una crisi di nervi. L’aggressione a sei agenti della Polizia penitenziaria da parte di un detenuto extracomunitario è solo l’ultimo chiaro segnale dei problemi che assillano la struttura di Matera per quanto riguarda l’esiguità degli spazi e del personale, il sovraffollamento. Nel carcere di Matera, secondo le valutazioni del Provveditorato regionale, la carenza di operatori interni è stimata sul 35 per cento dell’organico previsto. Questioni che si sovrappongono ai disagi dei secondini per quanto riguarda gli adeguamenti contrattuali e il pagamento degli straordinari. I sindacati della Polizia penitenziaria continuano a bussare alla porta del Governo per interventi tempestivi che possano attenuare i disagi nel carcere di Matera. L’onorevole Vincenzo Taddei del Pdl, dice comunque che c’è la consapevolezza che l’attuale assetto normativo penalizza fortemente la Polizia penitenziaria e per questo motivo ho presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro della Giustizia per conoscere gli intendimenti del Governo. L’onorevole Rita Bernardini, radicale eletta nel Pd, in un’altra interrogazione al ministro della Giustizia, subito dopo l’aggressione nel carcere, sollecita l’aumento del personale nell’istituto di pena, ricordando tutte le aggressioni a danno del personale dell’amministrazione che si sono verificate negli anni 2008-2009. Le soluzioni ai problemi della struttura di via Cererie non sono più rinviabili. Giuseppe Maniello, del sindacato di Polizia penitenziaria Sappe, ha spesso evidenziato la gravità della situazione per ciò che attiene la normativa in materia di sicurezza dei lavoratori anche nella casa circondariale di Matera, seppure da pochi anni oggetto di ristrutturazione. Tra l’altro, c’è la necessità di interventi anche per il reparto protetto di piantonamento dei detenuti nell’ospedale, la cui spesa dovrebbe essere a carico della Regione. Giovanni Grippo della Uil Pa, sottolinea però che non viene ancora garantito il minimo impegno per la sicurezza ai poliziotti e ai detenuti ricoverati. Si ricorre costantemente al lavoro straordinario  fa presente Giuseppe Morlino, della Fp Cgil  e non sempre è sufficiente per garantire i livelli minimi di sicurezza. Una nota dolente resta la lentezza nei rimborsi dei servizi di missioni del personale di Polizia effettuati per il trasporto dei detenuti, relativi anche ai rifornimenti di carburante.

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