Le famiglie con disabili non autosufficienti sono anche quelle più a rischio di povertà, e anche in Basilicata. L’ allarme lanciato a più riprese dalla Fnp Cisl lucana viene ora suffragato da uno studio pilota che si basa sui dati delle fonti ufficiali nazionali e internazionali, dall’Ocse all’Istat all’Inail, curato da Georgia Casanova e Roberto Lillini, rispettivamente del San Raffaele di Milano e dell’Istituto nazionale di ricerca sul cancro di Genova. L’incidenza di povertà, spiega l’indagine, cresce dove il tasso di disabilità e l’indice di dipendenza sono alti, o in presenza di altri fattori di contesto livello di istruzione bassa, numerosità elevata del nucleo familiare. Pesano anche i dati territoriali, che rendono le condizioni diseguali a seconda della regione in cui si vive. Infatti, la variabile che pesa di più nel rapporto tra disabilità grave e povertà familiare è proprio la presenza di servizi pubblici fruibili sul territorio. Laddove il pubblico sostiene le famiglie nella presa in cura del malato, la disabilità incide meno sulla povertà. L’indagine dice Vincenzo Pardi, Cisl lucana mette in evidenza un’Italia a due velocità.
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