Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone
È uno degli esempi di come un’opera meritoria di attenzione da parte degli esteti e degli esperti in architettura possa tradursi in un bubbone se calato in un contesto urbano particolare. Accade per la nave di rione Cocuzzo, per il mausoleo di piazza delle Regioni, ma anche per la gradinata che collega via Vienna e via Adriatico, a Poggio Tre Galli. Pensate questa scalinata di ferro è stata recensita dalla rivista Domus una delle più prestigiose del settore con toni entusiastici. Il guscio scrive il magazine diviene un vero e proprio elemento caratterizzante il quartiere, e la sua illuminazione notturna dona un’impronta fortemente architettonica all’intero parco. Parco… Ma quale parco… Si fa riferimento a passaggi pedonali intrecciati con microaree di verde pubblico che agganciano tre strade via Adriatico, via Vienna e via Parigi su un declivio, superando in totale ventisette metri di dislivello. E ancora l’intero parco obliquo è frammentato in quattro terrazzamenti che si raccordano con il guscio e la scala lineare a diverse quote. Su tali terrazzamenti sono collocate sedute per la sosta. Probabilmente è la descrizione di un’intenzione. Non della realtà. Sì, perché quel guscio che dovrebbe caratterizzare l’area, continua a essere un oggetto sconosciuto. Un arredo urbano non solo considerato inutile praticamente non ci passa nessuno, ma anche pericoloso. Dopo l’allarme lanciato nei mesi scorsi sulla cassetta dell’Enel malridotta i cavi elettrici sono un’insidia micidiale soprattutto quando piove, ecco spuntare il caso di due bambini che, giocando, sono caduti all’interno del guscio. Uno dei due ha avuto la peggio riportando un taglio alla testa che ha richiesto sei punti di sutura. Si dirà spesso i bambini cadono anche in mezzo alla strada, sui marciapiedi, a casa. Può capitare, insomma. Ma a Poggio Tre Galli questi episodi non fanno altro che alimentare il mal di pancia di quanti non hanno digerito la scalinata calata dall’alto. Si stanno raccogliendo firme per farla abbattere. L’opera è costata 400 mila euro con quei soldi dicono i promotori dell’iniziativa chissà quante altre cose utili si potevano realizzare.
marco
8 novembre 2009 il 11:25
eh si spendiamo altri soldi per demolirla invece che promuovere qualche iniziativa per completarla.. i soliti potentini disfattisti.. che vergogna