I mezzi del Gruppo Editoriale Lucano

Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

POTENZA – Il parco più bello della città tra verde e silenzio, ma la sera si trasforma

È sicuramente il parco più bello di Potenza, il vero polmone verde della città. Ma le condizioni in cui versa Sant’Antonio la Macchia non possono lasciare indifferenti. Due volti di un Parco diviso da una strada, a monte e a valle. Situazioni diverse, il giorno e la sera. L’estate e l’inverno. Il piazzale davanti alla chiesa di Sant’Antonio è utilizzato dagli autobus. Qui fanno il capolinea, poi riprendono la corsa. Le macchine lo usano come parcheggio. Tutto sommato è abbastanza pulito. È quello che appare. Più oltre, la fontana, degli anni Cinquanta, ha un rubinetto nuovo in acciaio, che contrasta con le vasche in pietra, dove i rifiuti abbondano. In pieno giorno, qualche coppia, anziani che passeggiano, pochi giovani che si appartano nella macchia. Per il resto tanto silenzio. Saliamo lungo il sentiero al lato della fontana. Le tracce man mano che si sale vanno scomparendo. Il tempo sembra essersi fermato. Corre il ricordo alle scampagnate di gioventù, quando si andava nel bosco con una chitarra, un gruppo di amici. Delle panchine non restano che gli scheletri. Qualche sacchetto nero di spazzatura appeso alle staccionate, ma è ormai colmo. Un accendino a terra contrasta con funghi e fiorellini di bosco, bottiglie di plastica e di vetro. Il quadro a valle è quasi simile, anche se il sentiero è meglio definito e porta a valle in quel prato immenso dove si giocava a palla e poi si mangiava il panino nella rotonda. Ora c’è anche una fontanella a terra. Si sente un forte scroscio di acqua, non viene da lì. In mezzo al verde una vera cascata d’acqua che porta lungo il torrente nel Vallone S. Antonio. Ben altri suoni si odono la sera quando il bar si anima e il parco è in mano ai giovani. È buio e pericolosissimo, dice chi abita nella zona. È l’altra faccia di un parco, quella che non vorremmo mai vedere.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>