I mezzi del Gruppo Editoriale Lucano

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(22-10-2009) - CRONACHE, POTENZA città

POTENZA – In città circolano ancora bus lasciati in eredità dalla Sita.

È vero, sono stati appena acquistati autobus dell’ultima generazione, ma a Potenza circolano anche pullman sgangherati, vecchi. E sono quelli che vengono utilizzati per trasportare gli studenti all’entrata e all’uscita da scuola. la critica non serve a fotografare esattamente la situazione si tratta lo diciamo senza giri di parole di pullman da scasso, con ruggine a destra e manca, e giunture che non solo lasciano campo aperto agli spifferi, ma incamerano il fumo del motore. Con buona pace degli autisti che respirano di tutto durante l’orario di lavoroe degli stessi passeggeri, stipati come sardine nelle ore di punta, se proprio non si può fare a meno di questi bus, perché non si limita il loro utilizzo invece di metterli su strada per raccoglieregli studenti?. Il riferimento va soprattutto ai mezzi lasciati in eredità da Sita e Fal che andrebbero mandati in pensione. Non a caso, proprio ieri mattina, intorno alle 8, uno di questi pullman ha rotto il cambio, interrompendo la sua corsa . È intervenuta l’officina mobile del Cotrab per rimettere in sesto il mezzo. Appiedati gli studenti proprio mentre in un’altra zona un bus girava desolatamente vuoto. Accade di frequente che i mezzi viaggino senza un solo cittadino a bordo, percorrono chilometri e chilometri  in aree il cui bacino d’utenza ha ampiamente dimostrato di non voler utilizzare il mezzo pubblico. Accanto ai bus obsoleti e inutilizzati c’è la questione dei biglietti non pagati. Almeno l’80 per cento dei passeggeri  secondo quanto segnalatoci da alcuni autisti  non acquista il ticket. I soliti furbi, certo, ma è anchecolpa dell’organizzazione che non prevede molti punti vendita “di domenica anche i tabacchini provvisti dei biglietti sono chiusi ” ed esclude i distributori automatici. Al Cotrab pare proprio non interessare questo problema, dal momento che introita dal Comune soldi in base aichilometri percorsi. Facciamo qualche conto della massaia se ogni giorno si perdono 1.000 euro di biglietti non comprati, siamo nell’ordine di 365 mila euro all’anno. Quanto basta per creare altri dieci posti di lavoro e prevedere almeno un controllore.

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