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Radioterapia e messa in sicurezza del Padiglione A. Il direttore De Costanzo ha spiegato che per il servizio di radioterapia «è stata avviata la procedura di gara» e che potrà essere erogato al massimo entro un anno. Buone notizie, poi, anche per la messa in sicurezza del padiglione A. A breve saranno trasferiti gli uffici nel nuovo palazzo e questo consentirà i lavori in quello A.
Maria Traficante
3 novembre 2009 il 10:53
L’associazione “Viveredonna onlus”, il responsabile scientifico del comitato promotore per l’istituzione del Servizio di Radioterapia presso l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, dott. Domenico Bilancia e di certo anche tutti i cittadini che hanno aderito alla petizione, esprimono il proprio entusiasmo nell’apprendere che il 26 ottobre la Direzione Generale dell’ospedale San Carlo ha pubblicato il bando per la “fornitura in service di un sistema completo per la radioterapia” e vogliono anche sottolineare che non è una vittoria, ma una conquista in favore dei cittadini di tutto il territorio regionale.
Progetto questo che insieme ad altri appaiono certamente come un passo importante verso la trasformazione dell’organizzazione ospedaliera che deve andare incontro alle esigenze di cura del cittadino, ribaltando l’antica concezione di ospedale incentrato sulle esigenze degli operatori. Un grande apprezzamento va alla direzione strategica dell’ospedale potentino e all’Assessorato alla Salute della Regione Basilicata anche per l’avvenuto avvio del “Day Service Senologico”, un servizio importante e necessario, che permette di limitare il più possibile l’ansia e la paura in chi deve affrontare il percorso di una diagnosi che spesso richiede tempi lunghi di attesa, rivolto a donne che presentano un evidente stato clinico bisognevole di indagini specifiche e rapide. Ancora un progetto di indiscutibile importanza è “Porte Aperte al San Carlo” che prevede l’apertura tutte le terze domeniche del mese di alcuni ambulatori messi a disposizione di alcune categorie di cittadini, che nei giorni feriali avrebbero difficoltà a raggiungerli. Si comincia a intravedere finalmente una sanità regionale più moderna, a dimensione più umana. Una sanità più verso “la promozione alla salute” come risorsa attiva del sistema per migliorare la condizione del singolo e, dunque, della collettività. La speranza è che “i Gestori della nostra Salute” s’indirizzino sempre più verso erogazioni di diritti al cittadino-paziente e sempre meno verso i privilegi di pochi.
Maria Traficante
Presidente Comitato Promotore
Radioterapia al San Carlo