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(13-10-2009) - CRONACHE, POTENZA città -

POTENZA – Interventi programmati solo nel parco di Sant ’Antonio La Macchia

Rione Betlemme, il quartiere di accesso alla città, alle prese con molte criticità e problemi di degrado e abbandono. Il

Il cuore di una città è il centro storico. È vero. Ma il rischio è che concentrando tutti gli sforzi per migliorare il borgo antico si finisca per ignorare o marginalizzare la periferia, soprattutto quella di non recente espansione urbanistica. Ne sa qualcosa rione Betlemme, il quartiere di accesso alla città, alle prese con molte criticità e problemi di degrado e abbandono.
I residenti sperano di trovare valide sponde a livello istituzionale per risolvere alcune delle questioni ormai storiche che minano la vivibilità della zona, a cominciare dalla vicinanza a una delle industrie più grandi e più rumorose, aggiungono i residenti del capoluogo lucano, vale a dire la Pittini ex Siderpotenza. Sull’ipotesi di trasferimento della fabbrica si è detto e scritto tanto. L’unica certezza è che un’operazione trasloco auspicata anche dagli abitanti di Bucaletto costerebbe un occhio della testa. Anzi, tutt’e due, visto che ci vorrebbero non meno di 400 mila euro a cui vanno aggiunti gli altri soldi necessari per bonificare l’area su cui oggi sorge l’impianto. Insomma, a meno di clamorose decisioni, Potenza ma, in particolare, Betlemme e Bucaletto dovrà farsene una ragione.
In attesa di sviluppi, al quartiere non resta che concentrarsi su problematiche che possono essere risolte senza eccessivo dispendio di risorse. Bastano volontà e buonsenso. Primo punto la convivenza con l’istituto penitenziario. Non c’è mai stato alcun problema, ma le grandi mura di questa struttura che affacciano su una delle strade più importanti della città via Appia sono alquanto squallide per non parlare dei giardini sottostanti.
Il problema è che nei periodi più piovosi la zona si trasforma in un vero e proprio pantano soprattutto dall’altezza del distributore Agip fino alla punta estrema dello stabilimento Sita. Tutta colpa di tombini ormai saturi e mai revisionati. Non solo allagamenti. In alcune zone più periferiche del quartiere si deve fare i
conti con la fragilità del territorio. Il riferimento va a Costa della Gaveta, interessata  come ricorda il consigliere comunale del Pdl, Nicola Becce  da un vincolo idrogeologico emesso dall’Autorità di Bacino l’area  dice è stata completamente abbandonata e ogni volta che si interviene lo si fa in emergenza con il risultato che le iniziative tampone sono sempre più costose e inevitabilmente il problema si ripresenta. Non meno impellente è il tema della viabilità occhi puntati sulla provinciale che porta da Tiera di Vaglio verso Tiera Taratufoli e sull’arteria che costeggia Sant’Antonio La Macchia con l’obiettivo di migliorare la transitabilità e consentire il passaggio del servizio urbano di trasporto attualmente non operativo. Becce  che accusa l’amministrazione comunale di ignorare i problemi della zona  focalizza l’attenzione anche sul Parco di Sant’Antonio La Macchia, autentico polmone verde della zona. È evidente  dice che vi sono lavori di urgenza da porre in essere, come rifare le recinzioni, gradinate, viottoli ed allargare la sede stradale sottostante l’Istituto Croce Rossa con la realizzazione del marciapiede. Il quadro generale dei problemi, insomma, è abbastanza variegato. Il Comune cosa fa? Per il momento nulla. Non risultano programmati interventi sul rione, a parte un maquillage nella zona davanti alla chiesa di Betlemme che rientra nel progetto di completamento della rete dei parchi cittadini in cui trova spazio anche la riqualificazione di S. Antonio La Macchia.

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