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(11-10-2009) - primo piano

intervista, a lieto fine, a un potentino disperato

04_organi umaniIl 29 agosto navigando su Internet, leggo casualmente questo annuncio “Vendo il rene e il midollo osseo al migliore offerente. 0971 xxxxxx”. Qualcuno dirà “non è la prima volta” si ma, innanzitutto umanamente e senonanche giornalisticamente, leggere: “0971” e “al migliore offerente”, mi sconvolge.
Prima di pubblicare l’intervista voglio anticipare che questo signore, fortunatamente, non è riuscito nel suo disperato ed atroce intento grazie all’interessamento di un imprenditore, anch’esso lucano (anche se non potentino), che alla richiesta di aiuto si è prontamente adoperato e mercoledì 30 settembre Carlo (manteniamo la privacy) ha ricevuto il Suo primo stipendio e quindi la vita, sua e della sua famiglia, è ripresa grazie ad un lavoro che a nessuno dovrebbe mancare.

Chiamo Carlo sul tardi, verso le 23:00. Mi risponde una persona gentile, con forte accento. Gli dico di aver letto il Suo terribile annuncio e che vorrei incontrarlo subito. Alle sette e un quarto siamo al Motel Park per un caffè.
Carlo, il cui viso non mi era sconosciuto, di quelli che incontri anonimante a via Pretoria, tra un cornetto ed un bombolone mi racconta la sua storia: 31 anni, sposato, una figlia, mancato ingegnere informatico.

Cosa fai nella vita?
Tante cose, ma da tempo non faccio niente che mi possa dare sostentamento. Sono uno qualunque, sono un disoccupato come tanti.

Hai mai lavorato?
Già durante l’università cominciai a lavorare non perché non mi andasse di studiare, ma perché volevo poter avere i soldi in tasca per uscire il sabato e la mia famiglia non poteva permettersi di darmeli. Un bel giorno, era il compleanno della ragazza con cui uscivo, spesi tutti i soldi che avevo per comprarle un regalo, ma senza poterla portare in discoteca! Dopo pochi giorni lei mi lasciò, trattenne il regalo e sparì dalla mia vita. In quel momento giurai a me stesso che sarei andato a lavorare, abbandonando l’università, per un lavoro da tecnico.

Ti piaceva il lavoro?
Lo adoravo: assemblavo pc, li riparavo, installavo software, andavo presso i clienti, consegnavo la merce, gestivo il magazzino, insomma facevo tutto io. Quando necessario spostavo anche prese telefoniche e riprogrammavo il centralino. Già dopo qualche mese riuscii a comprare la mia prima macchina usata. Ero felice, tutto procedeva bene ma poi arrivò il militare.

E poi?
Vado a Lecce presso la Caserma Aeronautica e conosco Angela di Melendugno.
Rientro a Potenza e dopo 2 mesi, mi telefona per dirmi: “Carlo, stai per diventare papà”!
Il 14 maggio 2001, al San Carlo, nasce Lucia. Nel frattempo, dopo le festività natalizie, Angela si era traferita a Potenza ed abitavamo da mia madre. Sino alla fine del 2006, ho lavorato a Sala Consilina in una azienda informatica con uno stipendio normale ma che, grazie all’aiuto dei nostri genitori, ci permetteva di sopravvivere degnamente.
Poi, muoiono i miei genitori, prima mamma a giugno 2007 e dopo solo 8 mesi, mio padre! Con loro scompare anche la pensione.

Quindi cosa hai fatto per vivere?

Troppo poco, a casa intere giornate, ad attendere il Potenza Affari il giovedì per chiamare, inutilmente, chi offriva lavoro. Intanto terminano anche i risparmi di mio padre, tenuti alla posta, frutto di una intera vita di lavoro. Del resto con l’euro non ti rendi conto di quanto sia facile spendere tutto quello che hai !

Non riesci a trovare un nuovo lavoro?
Lo cerco continuamente, mando decine di curriculum al giorno ad aziende e catene commerciali, ma non ho mai ottenuto dei colloqui, il nulla più assoluto.

Ha pensato di mettere su un’azienda?
Si, molte volte, è stata una vera e propria ossessione questa di un lavoro in proprio, ma la realtà dei fatti è che siamo in Italia, dove ci sono tasse da pagare e dove gli aiuti alle nuove imprese sono miraggi se non conosci un politico. Beppe Grillo in un post illustra un rapporto sulla possibilità di aprire una impresa in varie nazioni del mondo: l’Italia? è tra i posti in cui è più difficile… Quindi, come potevo mai pensare di imbarcarmi in qualcosa di tanto impossibile?
04_vendesi corpo umano
Perché hai pubblicato l’annuncio “Vendo il rene e il midollo osseo al migliore offerente. 0971 xxxxxx”?
La disperazione. Preferisco non aggiungere altro. Voglio solo ringraziare la Caritas che troppo spesso permette alla mia famiglia di mangiare e dire ai politici di Potenza…

Faccia i nomi!
Preferisco di no. Non meritano più neanche la mia attenzione perché, vogliono sfruttare la mia disperazione solo per fini elettorali ma senza fare nulla e soprattutto senza realizzare un serio progetto di crescita e di sviluppo del territorio.

Quante richieste hai ricevuto?
Quattro persone in dodici giorni ma devo valutare con attenzione, devo essere sicuro!

Come scritto prima, da settembre Carlo lavora. L’ho reincontrato anche per chiedergli di essere autorizzato a pubblicare l’intervista e trovandolo sorridente, finalmente, gli ho chiesto:

Non mi aspetto mai niente per non avere sorprese. Tuttavia ringrazio Dio e…. (omissis) per aver trovato il lavoro e per essere pagato in base a quello che valgo. Spero solo di poter fare presto una vacanza con Angela e Lucia perché ai sogni, ho imparato, non bisogna mai rinunciare.

[gianluigi.petruccio@giornalelucano.it]

Una reazione a intervista, a lieto fine, a un potentino disperato

  1. antonio brienza Rispondi

    2 giugno 2010 alle 11:28

    mi sembra scorretto publicare una notiaia che è un atto immorale e illegale in Italia almeno questa pibblicazione era dovuta.I trapianti in Italia vengono fatti solo in alcune strutture pubbliche autorizzate,pertanto in Italia non esiste questo sporco traffico

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