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da tanti giorni ormai non si vede un solo operaio al lavoro. Il cantiere della galleria che dovrebbe collegare viale dell’Unicef con via del Gallitello, uno dei tasselli più importanti del nodo complesso di Gallitello, è desolatamente vuoto. Sull’immobilismo fioccano ipotesi. Anche catastrofiche, come quella secondo cui il viadotto non si farà più a causa del rischio frana. C’è anche chi parla di lesioni alle costruzioni sovrastanti. Questo problema, unito ai ritardi che caratterizzano la variante del ponte sotto il quale è stata scoperta un’a re a archeologica, sta calamitando critiche e dubbi sul completamento dell’intera opera viaria.
Si sta creando un inutile allarmismo interviene l’assessore comunale Pietro Campagna . La verità è che per quanto riguarda la galleria la ditta esecutrice dei lavori ha riscontrato una deformazione dei puntoni perché il terreno ha reagito in un modo imprevisto. È stato necessario approntare una variante, sulla scia di approfondimenti di tipo geologico, che è in corso di approvazione e valutazione da parte dell’amministrazione. Tra l’altro conclude Campagna l’obiettivo è anche quello di adeguare strutturalmente la galleria alla normativa più recente, quella emanata dopo il sisma dell’Aquila, benché l’opera non fosse assoggettata a questa legge perché progettata prima.
Insomma, siamo alle prese con l’ennesima variante. Variante che significa più tempo da aspettare e più soldi? No risponde Mario Restaino, dirigente del settore mobilità sono accuse strumentali. L’impresa appaltatrice ci ha fatto una proposta in cui suggeriva di rivedere l’esecuzione della galleria a causa di problemi, a loro dire, di natura geotecnica. Sono situazioni piuttosto frequenti in opere di questo tipo. Da parte nostra aggiunge Restaino abbiamo fatto una controproposta mantenendo la spesa all’interno del finanziamento già previsto.
Nessun costo aggiuntivo, dunque. Rischio frana? Parlerei più della necessità di alcuni rinforzi. Ora la nostra proposta è nelle mani dell’impresa che la sta valutando. Quando deciderà cosa fare ci siederemo attorno ad un tavolo per valutare insieme il da farsi.
Sì, ma quando? La Novigal, l’azienda che si occupa dei lavori, non dà segni di vita e nel frattempo ha perso pezzi per strada una sua società controllata, chiamata a svolgere materialmente l’intervento per la realizzazione della galleria, ha dato forfait. A questo punto sottolinea Restaino le cose non dipendono da noi. Così come non dipende dal Comune la paralisi che riguarda il ponte sovrastante l’area archeologica ritrovata a Gallitello. La variante necessaria a bypassare i reperti antichi, appartenenti ad una fattoria databile intorno al quarto secolo avanti Cristo, è da fine luglio scorso sul tavolo del nuovo sovrintendente ai beni archeologici Antonio De Siena. Si tratta di un progetto concordato dal Comune con l’ex sovrintendente Marcello Tagliente.
Basta una firma per rimettere in moto i lavori, ma il suo successore preferisce andarci cauto e si è preso tempo per valutare meglio la situazione. Un atteggiamento che innervosisce il sindaco Santarsiero e i suoi uffici tecnici, accusati dall’opinione pubblica di non rispettare la tabella di marcia relativa alla grande opera viaria.
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