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Tra nichel e fluoruri ci sono quelle sostanze che i chimici chiamano gli alifatici clorurati cancerogeni. Sono composti contaminanti, secondo la polizia provinciale del distretto di Rionero in Vulture che, per conto della procura, sta conducendo l’indagine sull’incidente accaduto al termovalorizzatore la Fenice di Melfi.
Le sostanze inquinanti sono presenti in tutti e nove i pozzi costruiti a nord del termovalorizzatore. Sono mesi che Maurizio Bolognetti, leader dei radicali lucani, chiede senza risultati i dati raccolti dall’Arpab, l’agenzia regionale per l’ambiente. Ecco cosa emerge. Dall’esame dei certificati di monitoraggio emerge che nei campioni di acqua di falda prelevati in data 14 gennaio 2009 sono presenti composti inorganici e sostanze contaminanti in concentrazioni superiori ai limiti.
Nei campioni di acqua di falda prelevati nei Pozzi sono presenti sostanze contaminanti del tipo alifatici clorurati cancerogeni triclorometano, tricloroetilene e del tipo alifatici alogenati cancerogeni bromodiclorometan in concentrazioni superiori ai limiti di legge. Ecco, invece, l’analisi dei dati. Dall’esame dei rapporti di prova relativi all’analisi chimica e batteriologica delle acque sotterranee prelevate dai pozzi risulta un saggio di tossicità acuta. E’ anche per questo, forse, che la polizia giudiziaria aveva invitato la procura di Melfi a sequestrare un forno rotante del termovalorizzatore.
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