Il film “Un giorno nella vita”, che si sta girando a Melfi, approda nella storica Cattedrale Basilica della città, che illuminata dalle potenti luci mostra, con i suoi ricchi arredi, tutta la sua bellezza monumentale. La scena riprende il rito dell’Eucarestia al termine, con l’ “ite missa est” di una volta, pronunciato dall’attore Ernesto Maiè, che per l’occasione veste i panni del sacerdote. Un gruppo di fedeli (tutti comparse locali), in maggioranza bambini e donne con il capo velato, ovviamente di nero, seduto fra i banchi della chiesa, risponde “ora pro nobis”. Fra di loro quanto mai mimetizzata Maria Grazia Cucinotta, un po’ smagrita, calata in modo particolare nella parte, tutta vestita di nero, abbigliamento anni ’50. La scena si ripete più volte, per qualche errore di dizione o quello delle comparse. La Cucinotta, come vuole la scena, si avvia verso il fondo della chiesa. Cogliamo l’occasione per avvicinarla e chiedere al termine del “si gira” un’intervista. Maria Grazia si mostra cordialissima, ma ci dice di dover prendere a breve l’aereo per Roma.
Così, tanto per essere in tema, quasi alla maniera di biascicare preghiere, insieme alla Cucinotta ci avviamo verso i banchi, per la ripresa della scena, improvvisando un’intervista lampo. Un colloquio breve ma molto intenso. Chiediamo a Maria Grazia come mai questo filo diretto da Venezia, madrina del festival del cinema, a Melfi.
E la Cucinotta Sono innamoratissima di questo film, che ha trovato qui la migliore ambientazione. Altrettanto innamoratissima di questo luogo, del suo cibo, gustato in un meraviglioso albergo, ed ancora della disponibilità della gente. Ed allora, a volo, tornerà a Melfi? La Cucinotta: Senz’ altro, è una promessa.
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