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Lo Stato scaricherà sulle Regioni il peso di un federalismo distorto e della riforma del welfare, e saranno i cittadini a subirne le conseguenze maggiori, quando invece l’Italia avrebbe bisogno di nuove politiche sociali in grado di calmierare i devastanti effetti delle scelte dettate esclusivamente dal mercato.
E’ quanto è emerso oggi, a Potenza, nel corso di un incontro su Welfare e federalismo, organizzato dalla Cgil, a cui hanno partecipato i segretari generale e regionale del sindacato, Antonio Pepe e Vito Summa, il segretario confederale della Cgil, Morena Piccinini, il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, il direttore generale della Regione, Angelo Nardozza, e il vice direttore dello Svimez, Luca Bianchi.
Nel corso del convegno è stato evidenziato che la trasformazione del fondo perequativo sottoporrebbe le regioni meno fortunate al vassallaggio nei confronti delle piu’ ricche, mentre sarebbe necessario un nuovo modello di welfare che abbia la volonta di far assumere la responsabilità ai vari soggetti istituzionali, e che unisca nei diritti le persone. Per porre rimedio alla situazione attuale, secondo la Cgil ‘deve quindi nascere dal basso un movimento in grado di sviluppare l’idea di solidarietà per superare la crisi.
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