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(01-09-2009) - CRONACHE, Lagonegrese

Il “perduto onore” degli amministratori delle Comunità Montane

Come si sa, d’estate ci può stare di tutto e di più, ma certo non è proprio tanto normale quanto sta succedendo in Basilicata in questo periodo.
Per carità, nulla di veramente trascendentale e straordinario, ma di ridicolo e, allo stesso tempo, drammatico, questo sì, perché a pensarci un poco più seriamente sulle vicende politiche e istituzionali locali e sulle questioni del lavoro, del reddito e dello sviluppo, non c’è altra scelta, che riderci o piangerci su.
Io sono per natura fiducioso e preferisco pensare che verranno tempi migliori rispetto a quelli attuali, in cui si è costretti a sentire ogni giorno le dichiarazioni fantastiche delle grandi cose che si riescono a fare in Basilicata, quasi come se la chiusura delle fabbriche, l’emergenza dei rifiuti e il tracollo delle attività economiche, fossero da qualche altra parte e non in questa nostra regione in cui ancora nessuno, finora, è riuscito a spiegare a cosa serve avere il petrolio, l’acqua, la natura e le grandi fabbriche.
La cosa più divertente è, però, sicuramente quella del “perduto onore” da parte degli amministratori delle comunità montane che in questi giorni hanno denunciato la Regione per il danno materiale, ma soprattutto morale, provocato dal commissariamento di questi enti.
Io sono convinto che le Comunità montane e anche le Province possono svolgere un ruolo importante se operano in funzione dello sviluppo del territorio e non del mantenimento di un assetto di potere, come è stato finora. Per questo dico che la denuncia andava fatta negli anni precedenti, quando invece gli amministratori di questi enti hanno accettato di fare i servi dei potentati, centralizzati nella Regione, svilendo il ruolo e la funzione loro assegnati in un modello di governo dal basso del territorio.
La verità è che la spartizione dei posti stava bene a tutti e solo oggi che invece questo non è possibile, scatta la protesta di chi è rimasto escluso e pure preso in giro perché, con questa decisione, bisogna sapere, la Regione non ha fatto nessun risparmio di soldi pubblici, visto che i Commissari percepiranno una indennità pari a quella del Presidente più quella degli Assessori. Come dire, nominiamo dei podestà, paghiamoli bene e così accentriamo ancora di più il potere nelle sedi decisionali regionali. Quella stessa Regione, badiamo bene, che sulla vicenda della Lasme di San Nicola, se ne sta lavando le mani, manifestando insieme al sindacato non si sa contro chi e lasciando all’intraprendenza di pochi operai saliti sul tetto la possibilità che, così come è stato con l’arrampicata sulla Gru a Milano e sul Colosseo a Roma, tutto si risolva per il meglio. Di questo passo va a finire che ognuno, quando viene assunto, la prima cosa che deve fare è quella di iscriversi ad un corso per acrobati perché oramai soltanto in questo modo si possono difendere i posti di lavoro. Cioè a chi la fa più grossa, con il sensazionalismo, che poi è la politica che la Regione ha voluto attuare questa estate con i grandi nomi dello spettacolo, che ha portato per qualche ora in Basilicata, come se ciò bastasse per poter risolvere i problemi, ben più complessi del turismo nella nostra Regione. Un esimio professore ha scritto recentemente che grazie a ciò, in due giorni, a Maratea, si è avuta la partecipazione addirittura di 2mila persone. Insomma la metà di quanto, nelle stesse ore, se ne sono avute alla Notte Bianca della Transumanza di Rivello, dove si è pure discusso di Podolica e di cultura locale, a dimostrazione che forse il modello della “tradizione” può essere anche più utile di quello della “sensazione”. Anche perché ho il dubbio che alla fine gli show holliwodiani finiscono per pagarli i cittadini lucani. E questo non sta bene !

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